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Bambini in via D'Amelio colorano il luogo della strage

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 20 Luglio, 2023, 08:19:31 di Maurizio Barra

Oltre 250 bambini provenienti da
vari quartieri di Palermo stanno colorando via D’Amelio nel
giorno del 31/mo anniversario della strage mafiosa in cui
morirono il giudice Paolo Borsellino e cinque agenti della
scorta. Insegnanti, tutor e bambini sono tutti riuniti attorno
all’ulivo, l’albero della pace, in via D’Amelio che da simbolo
di morte e dolore si trasforma in luogo di colori, gioia e
bellezza, grazie all’iniziativa ludico-educativa “Coloriamo via
D’Amelio: il 19 luglio per i cittadini di domani”, organizzata
dal “Centro studi Paolo e Rita Borsellino”. Bambini e bambine,
in nome della pace, diventano protagonisti di una giornata fatta
di letture, musica, colori e bellezza. E proprio la bellezza è
il tema di quest’anno.

   
Le attività ludico-ricreative dei giovani sono coordinate,
per conto del Centro studi, da Viviana La Rosa, docente di
pedagogia dell’università Kore di Enna che si avvale di studenti
e studentesse della facoltà. “Dobbiamo costruire memoria e i
protagonisti sono i bambini, che ovviamente non hanno vissuto
come noi adulti quegli anni e lo facciamo con un preciso
progetto didattico che si manifesta con i giochi, i colori e la
gioia di stare assieme – dice La Rosa – Questo luogo deve da
simbolo di morte deve diventare luogo di vita che continua”.

   
Coinvolte varie associazioni tra cui, “Zen Insieme”, “A casa
ancora” di Ballarò, quartiere popolare di Palermo, “Associazione
San Giovanni apostolo”, “Associazione il Quartiere” di Monreale
(Palermo), “Emmaus Palermo”, “Coop Parco Uditore”, con alcuni
bambini provenienti da una casa famiglia, accompagnati con mezzi
delle forze dell’ordine.
L’intuizione di ridefinire il significato della strage di via
D’Amelio nei valori della pace , di cooperazione fra i popoli e
di cura educativa fu di Maria Pia Lepanto e Rita Borsellino,
madre e sorella, del magistrato Paolo, quando dopo la
ricostruzione della strada della strage del ’92, l’anno
successivo vollero mettere a dimora una pianta d’ulivo
proveniente dalla Terra Santa.

   

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