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Rogo del Corano, assaltata l'ambasciata svedese a Baghdad

Tempo di lettura: 3 minuti

Ultimo aggiornamento 20 Luglio, 2023, 07:21:14 di Maurizio Barra

E’ alta tensione in Iraq, un tentativo di dare alle fiamme l’ambasciata svedese a Baghdad, prima dell’alba, nel corso di una manifestazione organizzata dai sostenitori del leader religioso Moqtada Al Sadr alla vigilia di un nuovo evento in Svezia dove gli organizzatori sarebbero intenzionati a bruciare una nuova copia del Corano. Un corrispondente dell’Afp ha visto del fumo alzarsi dall’edificio dell’ambasciata, nell’area in cui la polizia irachena era schierata in assetto antisommossa proprio per la manifestazione. Poi, ha usato gli idranti per tentare di disperdere la folla.

Proteste accanto all'ambasciata svedese a Baghdad AFP

Proteste accanto all’ambasciata svedese a Baghdad

A centinaia, i manifestanti hanno preso d’assalto l’ambasciata nelle prime ore del mattino: in segno di protesta contro il rogo di un Corano in Svezia. A riferirlo anche l’agenzia di stampa internazionale che ha citato un testimone.  La fonte ha detto che “nessun membro del personale è stato ferito”, e ha rifiutato di fornire ulteriori dettagli. I funzionari non hanno risposto immediatamente alle richieste di commento.

Alcuni video che diffusi sui social, mostrano le immagini delle proteste.

La “miccia” che ha scatenato la protesta

Le autorità svedesi hanno approvato un’assemblea che si terrà oggi all’esterno dell’ambasciata irachena a Stoccolma, dove gli organizzatori avevano annunciato l’intenzione bruciare una copia del Corano e una bandiera irachena. I media svedesi hanno riferito che Salwan Momika, un rifugiato iracheno in Svezia, aveva organizzato l’evento.  Salwan aveva già dato alle fiamme alcune pagine di una copia del testo sacro davanti alla più grande moschea di Stoccolma, lo scorso 28 giugno durante l’Eid al-Adha, una festività celebrata dai musulmani di tutto il mondo.    

La protesta a Baghdad è stata organizzata dai sostenitori del leader religioso Moqtada AlSadr: “Siamo mobilitati oggi per denunciare il rogo del Corano, che parla di amore e fede”, ha dichiarato all’Afp il manifestante Hassan Ahmed. “Chiediamo che il governo svedese e il governo iracheno fermino questo tipo di iniziative“.  Alcuni manifestanti tenevano in mano copie del Corano, mentre altri reggevano ritratti di Mohamed al-Sadr, un importante religioso e padre di Moqtada Al Sadr.

Diverse autopompe sono intervenute sul posto per spegnere le fiamme. 

 

Proteste accanto all'ambasciata svedese a Baghdad AFP

Proteste accanto all’ambasciata svedese a Baghdad

Ministro degli esteri Svezia: “Personale ambasciata è al sicuro”

Il Ministero degli Esteri svedese ha dichiarato in un comunicato che “il personale della nostra ambasciata” a Baghdad “è al sicuro”, in seguito all’assalto condotto da un gruppo di manifestanti contro la sede diplomatica svedese in Iraq. “Condanniamo tutti gli attacchi ai diplomatici e al personale delle organizzazioni internazionali”, ha dichiarato il Ministero. “Gli attacchi alle ambasciate e ai diplomatici costituiscono una grave violazione della Convenzione di Vienna. Le autorità irachene hanno la responsabilità di proteggere le missioni diplomatiche e il personale diplomatico”.

I video diffusi sul web mostrano decine di uomini che scavalcavano la recinzione del complesso, con il rumore di loro che cercavano di sfondare una porta d’ingresso. Un altro mostrava quello che sembrava essere un piccolo fuoco appiccato. Altri filmati hanno mostrato uomini, alcuni a torso nudo nella calura estiva, all’interno di quella che sembrava essere una stanza dell’ambasciata, con un allarme udibile in sottofondo. Altri hanno poi recitato preghiere all’alba fuori dall’ambasciata. Al sorgere dell’alba, la polizia e altri funzionari della sicurezza si sono riuniti presso l’ambasciata ancora in fiamme. I vigili del fuoco hanno cercato di spegnere le fiamme dalla scala di un camion dei pompieri. Alcuni manifestanti si trovavano ancora sul posto, con cartelli che mostravano il volto di al-Sadr, apparentemente lasciati soli dalla polizia.

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