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Zaki torna libero e ringrazia il governo italiano: "Sabato sarò a Bologna"

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Ultimo aggiornamento 21 Luglio, 2023, 00:59:38 di Maurizio Barra

“Ringrazio di cuore le organizzazioni della società civile, i partiti, le forze politiche e i personaggi pubblici che hanno chiesto il mio rilascio e quello di tutti i prigionieri di opinione. Ringrazio anche il Governo, il Parlamento italiano, la Presidente del Consiglio e il ministro degli Esteri che mi hanno sostenuto durante tutto il periodo di reclusione e il processo solo per essermi laureato in un’università italiana, pur non essendo cittadino italiano”. Con questo post Patrick Zaki ha concluso la sua prima giornata da uomo libero.

La grazia firmata dal presidente Al-Sisi nelle scorse ore ha aperto le porte della cella nella quale era tornato martedì scorso, dopo che i giudici del tribunale di Mansura lo avevano condannato a tre anni di carcere al termine dell’undicesima udienza del processo che lo vedeva imputato per “diffusione di notizie false dentro e fuori il Paese”. Alle sue spalle, c’erano già 22 mesi di detenzione cautelare passati quasi interamente nel carcere di Tora, al Cairo. Un tempo lunghissimo, segnato da 18 udienze e nove slittamenti utili solo a prolungare la custodia cautelare. L’accusa contro di lui si basava su un articolo scritto nel 2019 dal titolo “Il calvario dei cristiani copti in Egitto”. Dal dicembre 2021, era a piede libero. 

“Ora sono libero, voglio tornare in Italia il prima possibile” ha detto subito dopo aver oltrepassato le transenne della direzione di sicurezza del governatorato di Dakahlia, sulla costa del delta del Nilo, dove ha passato due giorni in un alloggio per ufficiali. “Il processo finalmente è finito e sento che ho il diritto di tornare a vedere i miei colleghi, di ritirare la laurea, di condurre una vita normale a Bologna. Sto programmando di essere lì sabato mattina”. A Bologna Zaki si era trasferito nel 2019 per frequentare un master universitario in studi di genere. Il suo calvario è iniziato il 7 febbraio 2020. Fu fermato (con formalizzazione dell’arresto il giorno dopo) all’aeroporto del Cairo mentre rientrava in Egitto per una vacanza.

Pesava la sua storia personale, fatta di attivismo. In occasione delle elezioni presidenziali egiziane del 2018, fu uno degli animatori della campagna elettorale di Khaled Ali, avvocato e attivista politico impegnato nella difesa dei diritti umani che in seguito ritirò la candidatura denunciando le minacce e gli arresti di molti suoi collaboratori. Zaki ha anche fatto parte dell’associazione per la difesa dei diritti umani Egyptian Initiative for Personal Rights, con sede al Cairo.

A Bologna resterà per un paio di settimane, per poi tornare in Egitto e sposarsi con la fidanzata Reny Iskander. Al Cairo oggi ha incontrato l’Ambasciatore Quaroni,  ha espresso “grande apprezzamento” in particolare per l’impegno personale del presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e del ministro degli Esteri, Antonio Tajani. 

“Il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha avuto oggi una conversazione telefonica con il Presidente dell’Egitto Al Sisi, in particolare per ringraziarlo per la grazia concessa a Patrick Zaki, un gesto di grande importanza che è stato molto apprezzato in Italia. La telefonata è stata anche un’occasione per approfondire alcuni temi bilaterali e per fare un punto in vista della Conferenza sullo sviluppo e migrazioni di domenica a Roma dove l’Egitto sarà rappresentato dal Primo Ministro Madbouly. E’ stato espresso l’auspicio da entrambi i leader di poter presto avere una occasione di incontro” è la nota rilasciata in giornata da Palazzo Chigi.

Per la grazia a Patrick, ha assicurato Tajani, non c’è stato “alcun baratto, nessuna trattativa sottobanco”. Solo un lungo, e alla fine efficace, sforzo diplomatico. 

Bologna in festa

Zaki ha ringraziato per il sostegno la città e l’Università di Bologna che è in fermento e si prepara all’ arrivo del neo-laureato “vestendo” la città con gli abiti della festa. E’ qui che Zaki si è laureato, il 5 luglio scorso, collegato in video conferenza l‘Alma Mater Studiorum‘ fondata nel 1088. In testa al comitato la professoressa Rita Monticelli, con cui Zaky si è laureato e che l’ha sostenuto in questi tre anni. “Stiamo organizzando una festa, che non sarà solo di Bologna ma di tutto il Paese”, ha detto il rettore Giovanni Molari

Ad attenderlo anche l’amministrazione comunale con il sindaco Matteo Lepore per una grande festa in piazza Maggiore. Il Comune di Bologna aspetta lo studente egiziano anche per togliere insieme, finalmente , ha spiegato il primo cittadino, lo striscione giallo che da sempre ne chiedeva la sua liberazione. 

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