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L'nchiesta sulla morte di Andrea Purgatori: autopsia e Tac entro martedì prossimo

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Ultimo aggiornamento 23 Luglio, 2023, 01:50:18 di Maurizio Barra

L’inchiesta sulla morte di Andrea Purgatori, il giornalista morto in ospedale a Roma mercoledì 19 luglio, va avanti. 

Martedì prossimo verrà effettuata l’autopsia per accertare le condizioni fisiche e le cause che hanno determinato la sua morte. In particolare si cercano risposte su un sospetto utilizzo “indebito” di radioterapia. Contestualmente all’autopsia il medico legale nominato dagli inquirenti e quello dei familiari di Purgatori effettueranno anche esami radiologici tra cui una Tac. 

L’esame autoptico è stato disposto dalla procura di Roma dopo l’esposto presentato dai familiari del giornalista. Nell’esposto presentato dai familiari agli inquirenti, viene chiesto alla magistratura di accertare se Purgatori fosse realmente colpito da metastasi al cervello, partite da un carcinoma che il giornalista aveva ai polmoni. A seguito dell’atto di denuncia sono stati iscritte nel registro degli indagati due persone con l’ipotesi di reato di omicidio colposo. 

I magistrati della Procura di Roma stanno per affidare l’incarico peritale al medico legale che dovrà effettuare l’autopsia, mentre i Carabinieri del Nas, stanno acquisendo, le cartelle cliniche nella struttura dove Purgatori era stato in cura. Una delle cartelle mediche è stata acquisita nell’ospedale dove è morto Purgatori. 

Per il momento gli indagati sono due professionisti e tre le cliniche coinvolte, quelle dove Purgatori si sarebbe recato per effettuare, oltre che le cure radioterapiche, anche gli esami medici strumentali come Tac, risonanze magnetiche, ecografie e analisi cliniche. 

I referti, secondo quanto dichiarato dai parenti nell’atto presentato attraverso i loro avvocati, sarebbero stati discordanti nelle diagnosi in quanto, a fronte di alcune risposte affermative sulla presenza di metastasi al cervello, ce ne sarebbero state altrettante che diagnosticavano invece diverse ischemie cerebrali senza la presenza di cellule tumorali. 

Tra i due indagati, un medico e un tecnico radiologo, a dire dei parenti del giornalista, sarebbe scoppiato un litigio furibondo, a causa della loro differente interpretazione di alcuni fotogrammi della Tac. Secondo il luminare mostravano evidenti metastasi, mentre per il radiologo si trattava di ischemie che non andavano trattate con cure antitumorali invasive che avrebbero avuto conseguenze gravi sul paziente.

Se le ipotesi della errata diagnosi, e del conseguente “bombardamento” inopportuno di radioterapia, dovessero essere confermate dai risultati dell’autopsia e della Tac, che verrà effettuata la prossima settimana, potrebbero essere iscritti nel registro degli indagati altri sanitari e tecnici che hanno avuto in carico Andrea Purgatori nelle cliniche private. 

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