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Per il delitto di Laura Bigoni una nuova pista dopo 30 anni

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 23 Luglio, 2023, 07:30:36 di Maurizio Barra

Dopo 30 anni una nuova
testimonianza riporta in primo piano un cold case rimasto senza
colpevole, l’omicidio di Laura Bigoni che fu trovata morta a
soli 23 anni nella notte tra il 31 luglio e il primo agosto del
1993 a Clusone, in provincia di Bergamo, nella casa di vacanza
della famiglia. Chi l’ha uccisa l’ha fatto colpendola con nove
coltellate alla gola e al petto.

   
L’assassino non è mai stato identificato, anche se gli
inquirenti all’epoca avevano concentrato le loro attenzioni
sull’allora fidanzato Jimmy Bevilacqua, condannato a 24 anni in
primo grado e poi assolto in Appello, sentenza confermata dalla
Cassazione. A svelare che l’indagine è stata riaperta, non
adesso ma nel 2021, è il periodico Araberara che alla fine di
maggio di quell’anno ha raccolto una nuova pista, che questura e
procura di Bergamo stanno vagliando. Si tratta della
testimonianza di una donna che frequentava Clusone e viveva a
Milano, proprio come Laura, i cui genitori erano portinai in un
palazzo di Porta Romana dove vivevano Dario Fo e Franca Rame.

   
La testimone, come ha dichiarato al periodico, lavorava nello
stesso posto della ragazza come addetta alle pulizie al Comune
di Milano e ha spiegato di essersi licenziata perché un uomo
aveva tentato più volte di violentarla. “Quando io fui
aggredita, quel tizio aveva un accendino e una bomboletta. – ha
raccontato – Ho letto che l’assassino di Laura aveva tentato di
dare fuoco al materasso con una bomboletta”. Inoltre la donna ha
raccontato che questo uomo era arrivato qualche volta al lavoro
con un taxi giallo di proprietà del fratello, mezzo che alcune
persone dichiararono di avere visto sotto l’appartamento di
Laura Bigoni la notte dell’omicidio. “Mi vennero i brividi
quando a Clusone fu uccisa la ragazza milanese… lei lavorava
negli uffici dove c’era questo tipo”, ha svelato ancora.

   
La testimone ha consegnato ai giornalisti di Araberara anche
il nome di quest’uomo e loro si sono rivolti alla polizia.

   

   

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