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Bonomi: 'I 16 miliardi per il taglio del cuneo si possono trovare'

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Ultimo aggiornamento 24 Luglio, 2023, 22:30:35 di Maurizio Barra

Bisogna intervenire sulle famiglie sotto i 35mila euro di reddito, con l’inflazione il loro potere d’acquisto è diminuito. Abbiamo chiesto un intervento choc da 16 miliardi, vorrebbe dire mettere in tasca a queste persone 1.200 euro all’anno in modo strutturale col taglio dei contributi al cuneo fiscale. Mi si dice non ci sono le risorse, ma io obietto: c’è una spesa pubblica di 1.100 miliardi di euro, 14-16 mld si trovano. La riconfigurazione della spesa pubblica si può fare”. Così il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, parlando a Ustica ad un incontro sul Mediterraneo alla sfida delle Transizioni. 

 

‘Le riforme vanno fatte’

“Di riforme sentiamo parlare da 30-40 anni. Oggi c’è il Pnrr, le risorse ci sono. Le riforme quindi vanno fatte, ma non ne sento parlare”, aggiunge Bonomi. “Diventa difficile accusare questo governo, per noi il Pnrr era sbagliato in origine, Avevamo contestato l’impostazione che fu data dal governo Conte. Oggi scontiamo questi problemi, perché dentro ci sono progetti che poco avevano a che fare con la crescita del Paese”, aggiunge  il presidente di Confindustria.

Il tema del salario minimo

Per quanto riguarda il salario minimo, Bonomi osserva che “si parla di un salario minimo di 9 euro, non si sa da dove sia nato questo dato. Tutti i contratti siglati da Confindustria sono sopra ai 9 euro. Questo dimostra che la contrattazione collettiva è un valore aggiunto, si ottiene di più rispetto alla decretazione. Ci sono settori dove si paga poco? Si, ma quali sono? Avete paura a dirlo. Noi lo sappiamo: commercio, servizi, cooperative e finte cooperative. Perché non si fa? Si ha paura di dire chi paga poco perché quella è una base elettorale. Volete fare il salario minimo? Ma dite la verità”.

Il caldo e i lavoratori

Sul caldo e i lavoratori “abbiamo subito dato disponibilità – afferma il il leader di Confindustria – a cercare tutte le soluzioni per intervenire su un tema importante. Va affrontato con grande serietà, sul tavolo ci sono molte soluzioni come la Cig e lo smart working. Noi siamo disponibili al confronto perché riteniamo che la salute dei lavoratori sia un bene da tutelare. In tema di sicurezza abbiamo proposto fare comitati paritari per intervenire ex ante sugli incidenti. Da tre anni aspetto che legislatore e sindacati rispondano. Perché non si fa? Qual è il problema? Sembra che alla salute pensino solo gli imprenditori“.

Unioncamere: ‘Il 47% del fabbisogno delle assunzioni introvabile’

Andrea Prete, presidente di Unioncamere nazionale, ha rilevato che nel monitoraggio dei fabbisogni delle imprese “a luglio erano previste 587mila assunzioni: per il 47% si tratta di profili che non si trovano. Ma se passiamo ai profili specializzati, come quelli delle lauree stem, l’indice sale al 67%. C’è un disallineamento forte tra i processi formativi e le competenze che cercano le imprese e questo va colmato”.

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