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Pannofino, onorato di far conoscere l'eroe Dalla Chiesa

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Ultimo aggiornamento 24 Luglio, 2023, 21:49:24 di Maurizio Barra

Era un uomo tutto di un pezzo, un combattente ma anche un papà capace di regalare ogni anno per l’onomastico le rose a sua figlia, come ha raccontato la stessa Rita Dalla Chiesa nel suo libro Il mio valzer con papà. Era un comandante, un generale di ferro, un eroe ma anche un marito dal cuore spezzato dopo la morte improvvisa della moglie Dora – la sua buona stella e madre dei tre figli Rita, Nando e Simona – a cui scrisse lettere per tutta la sua esistenza.    
E se la sua vita è stata barbaramente spazzata via nella strage di via Carini – assieme a quella Emanuela Setti Carraro sposata in seconde nozze da appena 54 giorni e dell’agente di scorta Domenico Russo – la sua memoria resta forte e chiara anche grazie al film di animazione Le stelle di Dora – Le sfide del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa presentato in anteprima assoluta al festival di Giffoni 2023 dedicato agli Indispensabili da Francesco Pannofino, Domitilla D’Amico, Raffaele Tedesco che fanno parte del cast. Presenti anche i registi Ciaj Rocchi e Matteo Demonte che sono anche gli autori della graphic novel realizzata per il quarantennale dell’eccidio dallo Stato Maggiore della Difesa, in collaborazione con il Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri e la Struttura di Missione per la valorizzazione degli anniversari nazionali e della dimensione partecipativa delle nuove generazioni.     “Ho avuto l’onore di essere chiamato dai carabinieri – racconta Pannofino – per dare la voce al generale Dalla Chiesa e per me è quanto di più bello mi potesse capitare. Essendo figlio di un carabiniere ho aderito con orgoglio e affetto. Mio papà è stato militare per 40 anni e mi portava spesso in caserma. Ha dato tanto all’Arma ma l’Arma ha dato tanto anche a lui. Gli ha permesso di crescere due figli, di andare avanti, di farci studiare e soprattutto di farci fare quello che volevamo”.     Pannofino parla anche del lato umano di Dalla Chiesa: “Era un militare, un grande combattente, un capo, un comandante ma era anche un uomo e come tale era soggetto anche lui a paure, insicurezze e a non sapere cosa fare pur essendo un uomo integro e con grandi attributi. Purtroppo il male nella vita a volte è più forte del bene e abbiamo perso un grande uomo e un eroe vero che aveva già dato molto ma che poteva dare ancora tanto al nostro Paese”.     A Giffoni arriva anche la ministra della Ricerca e dell’Università, Anna Maria Bernini che ha lanciato un appello ai ragazzi perché non abbiano paura di sbagliare: “L’errore è creativo, assolutamente creativo. Mai i ragazzi devono pensare che, attraverso un errore, la loro vita sia compromessa. Le cose più grandi e più importanti al mondo, proprio come ricerca scientifica oltre che l’America, sono state scoperte per errore.     Quindi, evviva gli errori, si può sbagliare, si impara e poi si fa meglio”.     Si parla anche dello sciopero che sta tenendo lontani tante star di Hollywood dalle passerelle in tutto il mondo con il regista Mario Martone che dice: “Più che Hollywood francamente mi preoccupa la situazione più vicina a noi del Centro Sperimentale di Cinematografia”. E aggiunge: “L’intelligenza artificiale non va demonizzata in assoluto ma può essere usata anche male, e su questo fanno molto bene negli Stati Uniti a interrogarsi.     Sarebbe bene lo facessimo anche noi”.     Tra i giffoner anche due amatissimi protagonisti della serie Mare Fuori: Artem che ha il ruolo di Pino e Lucrezia Guidone, l’autoritaria educatrice dell’Ipm di Napoli. La Guidone alla domanda sulla tematica del festival di quest’anno risponde: “Per me è indispensabile la tenacia e poi naturalmente dopo aver girato Mare Fuori “la cazzimma” come si direbbe a Napoli”. Al giovane ma molto maturo Artem, cresciuto ad Afragola ma di origine ucraine, non si può non chiedere che ne pensa della guerra. “La cosa che mi fa più male – dice – è vedere l’egoismo umano di fronte al denaro e al business. È un momento difficile – dice strozzando un sospiro – per chi ha le mie origini, per tutti gli ucraini ma penso anche per il mondo in generale”.

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