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Spagna, Feijoo (PP) festeggia un'amara vittoria elettorale e apre al dialogo

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Ultimo aggiornamento 24 Luglio, 2023, 09:44:40 di Maurizio Barra

Concluso lo scrutinio, il leader del Partito popolare conservatore spagnolo, Alberto Nunez Feijoo, si è affacciato dal balcone della sede del partito, a Calle de Genova, a Madrid, e ha annunciato la sua vittoria di fronte a migliaia di sostenitori che intonavano il coro “Pre-si-den-te! Pre-si-den-te!”.

“Come candidato del partito più votato, credo che il mio dovere sia aprire il dialogo, condurlo dal primo minuto e cercare di governare il nostro Paese in conformità con i risultati elettorali e la vittoria elettorale”, ha dichiarato l’ex presidente della Galizia, invitando gli altri partiti a non “bloccare” il suo tentativo di formare un esecutivo. 

“Con tutta l’umiltà e la determinazione, mi faccio carico di avviare la trattativa per la formazione del governo”, ha concluso, “Il primo ministro sia chi ha più voti, la Spagna non si fermi, abbiamo vinto e ci spetta formare il governo, come è sempre accaduto”.

Sventolando la bandiera rossa e gialla della Spagna e gridando slogan, i sostenitori del Partito popolare (PP) di Feijoo hanno invaso le strade di Madrid per celebrare l’esito delle elezioni, ma il futuro politico del loro paese è in bilico.

La Spagna si sta dirigendo verso un parlamento “sospeso”, senza che né un blocco di destra né di sinistra sembrino in grado di assicurarsi la maggioranza, aprendo così la strada a negoziati prolungati e potenzialmente infruttuosi per formare un governo.

Un ostacolo è la debacle del partito di estrema destra Vox. La formazione di Santiago Abascal ottiene solo il 12,4% dei voti pari a 33 seggi, 19 meno di quelli detenuti attualmente. 

Con il 99% dei voti contati, il PP aveva 136 seggi mentre i socialisti al governo del primo ministro Pedro Sanchez (PSOE) avevano 122 seggi, Vox di estrema destra 33 e Sumar di estrema sinistra 31 seggi. 

Con questi numeri, l’attuale primo ministro Pedro Sanchez vede riaccendersi le speranze di restare al suo posto. I numeri sono risicati, ma unendo le forze del PSOE e quelli del nuovo partito di sinistra, Sumar (erede di Podemos), agli autonomisti catalani e baschi, teoricamente, una maggioranza è possibile. Se lo sarà anche politicamente lo si vedrà nei prossimi giorni. I negoziati tra i due blocchi per formare un governo, presieduto dal re Felipe VI, inizieranno dopo la convocazione di un nuovo parlamento il 17 agosto.

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