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Ogni anno in Italia 400 morti per annegamento

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Ultimo aggiornamento 25 Luglio, 2023, 22:53:03 di Maurizio Barra

Ogni anno in Italia circa 400 persone
muoiono annegate e 800 vengono ricoverate come conseguenza
dell’annegamento. A questi numeri si affiancano circa 60 mila
salvataggi sulle spiagge e più di 600 mila interventi di
prevenzione da parte dei bagnini. Sono alcuni dei dati contenuti
nel primo rapporto dell’Osservatorio per lo sviluppo di una
strategia nazionale di prevenzione degli annegamenti ed
incidenti in acque di balneazione, diffusi oggi in occasione
della Giornata mondiale per la prevenzione dell’annegamento che
si celebra oggi.

   
Il rapporto si riferisce in particolare agli annegamenti
lungo i litorali marittimi, anche se riporta anche una prima
analisi di questi incidenti nelle acque interne: fiumi, laghi,
torrenti, canali, bacini artificiali. Fra il 2016 e il 2021, in
questi luoghi si sono registrati in media 78 decessi all’anno,
un numero particolarmente alto, se si considera che vengono
frequentati da un numero limitato di persone.

   
Nel periodo considerato dal rapporto (2016 – 2021), ogni anno
si sono registrati in media 26 annegamenti di persone che non
sanno nuotare, con il 62% dei casi che ha interessato immigrati,
e altrettanti per le correnti di ritorno; gli annegamenti
improvvisi, cioè a causa di un malore, sono in media 58 per
stagione balneare, circa 5 per attività sportive e poco meno per
cadute in acqua.

   
“I dati disponibili sugli annegamenti indicano la necessità
di predisporre un Piano Nazionale per la Sicurezza delle Spiagge
come d’altra parte raccomandato dall’Organizzazione Mondiale
della Sanità”, spiegano gli autori del rapporto.

   

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