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Coesa, una torre fotovoltaica per aiutare l'ambiente

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Ultimo aggiornamento 27 Luglio, 2023, 00:24:46 di Maurizio Barra

Una torre fotovoltaica alta 36
metri fatta di pannelli usati in grado di produrre 250 kW di
energia pulita e immagazzinarla in una batteria di sabbia low
cost: è l’ultimo progetto sostenibile di Coesa, l’ESCo (Energy
Service Company) torinese che sviluppa soluzioni di avanguardia
per la transizione ecologica di imprese, pubblica
amministrazione e famiglie. I ricercatori dell’azienda hanno
messo a punto un prototipo in scala ridotta che utilizza la
stessa tecnologia inaugurata lo scorso anno in Finlandia come
sistema di accumulo della rete di teleriscaldamento della città
di Kankaanpää. In pratica: l’energia prodotta dai pannelli
fotovoltaici scalda delle resistenze che portano la sabbia a una
temperatura di circa 500 gradi centigradi. Il calore accumulato
dalla silice all’interno di un contenitore coibentato può essere
poi rilasciato o riconvertito in elettricità attraverso una
turbina. “Sistemi come quello che stiamo sviluppando possono
essere integrati nelle reti di teleriscaldamento per accumulare
calore e cederlo quando più ce n’è bisogno. Una soluzione 10
volte più economica di una batteria al litio. Torino offre un
campo di applicazione ideale, essendo la città con la rete di
teleriscaldamento più estesa d’Europa” spiega Matteo Stoppa,
chief innovation officer Coesa.

   
La torre fotovoltaica Coesa produce l’energia di un campo
fotovoltaico occupando un decimo dello spazio. L’utilizzo di
materiali rigenerati abbassa i costi del sistema, che l’azienda
torinese immagina di realizzare in diverse taglie di potenza.

   
“Pensiamo anche a torri da 1 kW alte soli 4 metri. Dispositivi
autonomi che potrebbero essere impiegati per piccoli impianti
off-grid, disconnessi dalla rete elettrica, ma che immaginiamo
in applicazioni marketing come totem pubblicitari interattivi”,
sottolinea Stoppa.

   

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