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Torna alla luce a Roma il Teatro di Nerone

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Ultimo aggiornamento 27 Luglio, 2023, 04:42:16 di Maurizio Barra

Strutture e decorazioni identificabili con resti del teatro di Nerone sono tornati alla luce da scavi archeologici condotti dalla Soprintendenza Speciale di Roma nel cortile e nei giardini di Palazzo della Rovere, sede dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme. I resti riguardano la parte sinistra della cavea a emiciclo, le sontuose colonne lavorate con marmi pregiati, le raffinate decorazioni a stucco con foglia d’oro e alcuni ambienti utilizzati come depositi di costumi e scenografie. Sono tutti elementi che concorrono a identificare gli edifici ritrovati come il Theatrum Neronis. “È una scoperta di eccezionale importanza – commenta Daniela Porro, soprintendente speciale di Roma – che testimonia il luogo dove Nerone provava le sue esibizioni poetiche e canore, noto da fonti antiche ma mai ritrovato. Di grande interesse – continua il soprintendente – anche i rinvenimenti medioevali di questa importante area della città”. “Nella sede dell’Ordine, che finanzia istituzioni caritative in Terra Santa, sono state avviate attività di scavo e di studio in collaborazione con la Soprintendenza – ha commentato il proprietario del Palazzo della Rovere, il Governatore Generale Ambasciatore Leonardo Visconti di Modrone – nella consapevolezza della responsabilità di tutelare e valorizzare un luogo così importante sotto il profilo storico, archeologico e artistico”. Gli scavi, iniziati nel 2020 sotto la direzione scientifica di Renato Sebastiani e proseguito da Alessio De Cristofaro, archeologi della Soprintendenza, e condotti sul campo da Marzia Di Mento con il team MDM archeologia, hanno portato a importanti scoperte sia di resti degli Horti di Agrippina, dove Caligola aveva fatto costruire un grande circo per le corse dei cavalli e Nerone realizzato un teatro di grandi dimensioni, sia tracce delle attività produttive e di pellegrinaggio d’età medievale alla tomba dell’apostolo Pietro. “La grandezza dell’edificio, la bellezza delle decorazione e dei materiali utilizzati – ha commentato l’archeologo De Cristofaro – fanno pensare a una committenza imperiale, quindi è presumibile pensare che si tratti del teatro di Nerone, proprio come l’avevano descritto Plinio, Svetonio e Tacito”. “Le scoperte archeologiche sotto Palazzo della Rovere – spiega l’archeologo Renato Sebastiani – ci hanno restituito molta storia medievale di Roma, piuttosto eccezionale per la città. Questi ritrovamenti – conclude Sebastiani – sono importanti pezzi della storia di Roma, ancora tutta da raccontare”. L’indagine archeologica, che è ancora in corso, ha restituito reperti eccezionali che vanno dalla tarda età repubblicana al XV secolo e che valorizzano il palazzo della Rovere, portandolo alla sua bellezza originaria. Sono rarissimi esemplari di calici vitrei a colonnetta, usati come arredi liturgici; brocche e materiale ceramico; ossi di animali lavorati per creare strumenti musicali e cerniere per mobili; oltre a numerosi oggetti legati ai pellegrini come i grani di rosari e le insegne. Di notevole importanza è anche il rinvenimento di una successione di tracciati stradali più volte rifatti e sistemati, collegati all’approdo sul Tevere a valle di Ponte Sant’Angelo, o Portus Maior. Dagli strati di abbandono delle strade provengono due insegne da pellegrino (Volto Santo di Lucca e Santa Vergine di Rocamadour) e una fiaschetta sagomata a forma del gallo di San Pietro. La Sovrintendenza e l’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme stanno lavorando assieme alla realizzazione di un progetto che permetta di valorizzare gli scavi e di renderli almeno in parte fruibili; sicuramente si potranno presto ammirare gli oggetti ritrovati durante gli scavi, che verranno inseriti in uno spazio museale a Palazzo della Rovere. Le immagini dell’eccezionale scoperta del teatro di Nerone e degli scavi archeologici sono state realizzate in esclusiva da Rai Storia per il programma ‘Sotto il suolo di Roma’, in onda a ottobre.

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