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Vittoria a metà per Harry nella causa contro il Sun

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Ultimo aggiornamento 28 Luglio, 2023, 03:45:33 di Maurizio Barra

E’ una vittoria a metà quella ottenuta oggi dal principe Harry, impegnato su più fronti nella sua guerra nei tribunali del Regno Unito contro la stampa popolare britannica, nella causa lanciata nei confronti del gruppo editoriale del tabloid Sun di proprietà dello ‘squalo’ Rupert Murdoch per violazioni della privacy e raccolta illegale di informazioni sul secondogenito di re Carlo III.
    Il giudice Timothy Fancourt dell’Alta corte di Londra ha dato esito positivo all’azione legale avviata dal duca di Sussex, stabilendo quindi l’avvio di un processo nel tribunale della capitale a partire dal gennaio prossimo, ma solo per una parte dei capi d’accusa presentati contro il News Group Newspapers (Ngn) dai legali di Harry. Uno in particolare è stato escluso: quello riguardante l’accusa di intercettazioni telefoniche illegali, tramite il cosiddetto ‘phone-hacking’. Mentre sono stati ammessi gli altri presunti metodi illegali usati per la raccolta di informazioni sul reale. Il giudice inoltre ha stabilito che i documenti presentati da Harry all’inizio dell’anno, dove motivava i ritardi nell’avvio della causa su fatti risalenti anche a venti anni fa con l’esistenza di un “accordo segreto” tra la famiglia reale e il gruppo editoriale, non hanno raggiunto la “soglia necessaria di plausibilità”. Il principe aveva puntato il dito contro il fratello William, con cui è da tempo ai ferri corti, affermando che l’erede al trono aveva ricevuto in gran segreto nel 2020 dal colosso di Murdoch “una grande somma di denaro” sotto forma di risarcimento nel quadro d’una transazione extragiudiziale destinata in teoria a rimanere riservata per una vecchia vicenda d’intercettazioni illegali. Ma il riferimento all’impegno vincolante che sarebbe stato preso dalla Royal Family prima del 2012 non ha convinto il giudice: ha sottolineato la necessità di avviare la causa relativa alle accuse di ‘phone-hacking’ entro il 2018. Intanto il gruppo editoriale esulta: un portavoce di Ngn ha definito la sentenza di oggi una “vittoria significativa”. Ma dovrà comunque andare a processo.
   

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