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Per gli scioperi a Hollywood slittano gli Emmy

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Ultimo aggiornamento 29 Luglio, 2023, 01:21:25 di Maurizio Barra

L’annuncio era atteso da giorni e ora la notizia è ufficiale: gli Emmy non si svolgeranno nella data prevista del 18 settembre a causa del doppio sciopero di attori e sceneggiatori che da settimane ha fermato le attività di Hollywood. È stata la Fox, che ha l’esclusiva della cerimonia, a premere per il rinvio: l’assenza di star sul tappeto rosso e sul palco sarebbe stata una ricetta sicura per indici di ascolto a picco. Una nuova data non è stata ancora annunciata, ma molteplici fonti parlano di gennaio, sempre che entrambe le categorie e gli studi abbiano raggiunto un accordo sul nuovo contratto. È la prima volta dal 2001 che i premi, considerati gli Oscar della televisione, subiscono un rinvio: quell’anno la cerimonia fu posticipata una prima volta dopo le stragi dell’11 settembre e poi, in novembre, sullo sfondo delle prime azioni militari in Afghanistan. Stavolta la ragione sono i nodi contrattuali che dividono i talenti di Hollywood da studi e colossi dello streaming: al primo posto i diritti d’autore sulle riprogrammazioni online di film, show e serie tv, ma anche la minaccia chiara e presente dell’intelligenza artificiale che – temono i creativi di Hollywood – rischia di sabotare la loro presenza sul set. In un segnale di quanto quest’ultimo tema sia cruciale – e la battaglia di attori e sceneggiatori di retroguardia – Netflix ha appena postato un’inserzione per un manager specializzato in intelligenza artificiale pagato 900mila dollari all’anno: cifra che suona uno schiaffo all’87% degli iscritti al sindacato degli attori che non arrivano a raggranellare in 12 mesi i 26mila dollari necessari a qualificarsi per la mutua. Gli sceneggiatori scioperano da maggio, gli attori hanno incrociato le braccia a metà luglio, 48 ore dopo l’annuncio delle candidature per Emmy che hanno visto show come Succession, White Lotus e, sul fronte delle commedie, Ted Lasso e La fantastica signora Maisel in testa quanto a numero di nomination. Le regole degli scioperi impediscono ai talenti di promuovere il loro lavoro, vuoi sui red carpet di prime e festival, vuoi in interviste, apparizioni tv e premi. Il rinvio degli Emmy conferma l’impatto che le agitazioni stanno avendo sull’industria dei sogni già evidenziato da indiscrezioni che vedono grandi studi come la Disney pronti a posticipare l’uscita di film già in programma di qui alla fine dell’anno. Le parti sono ancora distanti e il tempo stringe, ma una sorpresa potrebbe arrivare nelle prossime settimane: secondo Deadline, il governatore della California Gavin Newson, la cui moglie Jennifer Siebel è una nota documentarista, potrebbe entrare in gioco come mediatore nel negoziato: “È la scelta ovvia per far ripartire il dialogo e abbassare la temperatura”, ha detto un insider al sito specializzato in notizie di Hollywood. Il nome di Newsom si aggiunge a quello di altri potenziali intermediari circolati nei giorni scorsi: tra questi la sindaco di Los Angeles Karen Bass e perfino Dough Emhoff, il marito della vicepresidente Kamala Harris che, prima della vittoria del ticket Biden-Harris su Donald Trump, faceva l’avvocato nel settore dell’entertainment.

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