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Fitto: Pnrr, interventi restano garantiti nel loro finanziamento. Approvata risoluzione maggioranza

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Ultimo aggiornamento 1 Agosto, 2023, 19:13:07 di Maurizio Barra

Oggi la Camera ha dato il via libera alla risoluzione di maggioranza sulle comunicazioni del ministro delle Politiche europee Raffaele Fitto sull’attuazione del Pnrr. Bocciate, invece tutte le altre risoluzioni: su di esse il governo aveva reso un parere contrario.

Le comunicazioni del ministro Fitto

“Venerdì la Commissione Ue ha dato il via libera alle proposte che il governo ha messo in campo sia relativamente all’approvazione della terza rata, con modifiche, che alla quarta. E’ stato un lavoro molto complesso e articolato” su cui c’è stato un “apprezzamento pubblico da parte di molti esponenti Ue. Il coordinamento e il confronto costante con l’Ue sta producendo dei risultati positivi”.

Così il ministro per gli Affari Europei, Raffaele Fitto, nelle comunicazioni che si sono tenute questa mattina a Montecitorio sulla revisione complessiva degli investimenti del Pnrr. Un intervento volto anche a “smentire la narrazione proposta dalle opposizioni sulla perdita dei fondi del Pnrr”.

La terza e quarta rata. Gli obiettivi

“All’atto di insediamento del governo abbiamo verificato 25 obiettivi raggiunti e gli altri da raggiungere, è stato un lavoro molto complesso che ha visto 47 modifiche con interventi normativi e amministrativi. Sono stati raggiunti 54 obiettivi, spostandone uno sulla quarta rata, quello sulle residenze per studenti universitari. Questo ha comportato un accordo serio e costruttivo con la Commissione Ue, apprezzato reciprocamente”, ha esordito il ministro. 

“Non considero positiva la costruzione di una polemica su questi obiettivi”, ha aggiunto. “Il lavoro fatto sulla terza e quarta rata ci insegna che le questioni vanno risolte preventivamente. Si devono evitare le situazioni come quelle accadute sul piano urbano integrato che cofinanziava anche gli stadi di Firenze e Venezia. Quei progetti risultavano un obiettivo raggiunto ma la Commissione Ue ci ha spiegato successivamente la inammissibilità di quelle proposte”. 

“Il lavoro sulla terza rata ci insegna che  bisogna costruire soluzioni prima che si arrivi al problema. La quarta rata passerà da 16 miliardi a 16,5 con il recupero delle risorse di un obiettivo della terza rata spostato alla quarta. Si avvia una fase che concluderà il suo iter entro il 2023 e consentirà di ricevere 35 miliardi, ovvero l’intera somma prevista“. Fitto quindi specifica: “Questo lavoro fatto negli ultimi mesi ci deve accompagnare – ha continuato – dalla quinta alla decima rata. Dobbiamo avere un approccio corretto che ci ponga in modo completo rispetto alla scadenza del piano, giugno 2026“.

Nessuna interruzione 

Fitto ha quindi rassicurato le amministrazioni locali: “Ai sindaci dico che non c’è nessuna interruzione, gli interventi vanno avanti. Stiamo garantendo il finanziamento per tutti gli interventi” ha proseguito. “Gli interventi saranno oggetto di confronto con la Commissione Ue e noi proporremmo delle modifiche. Una serie di questi interventi vanno spostati su altre fonti di finanziamento“.

Le polemiche su asili nido e beni confiscati alle mafie

“Sugli asili nido il dibattito è surreale visto che non c’è alcuna responsabilità del governo. Abbiamo trovato 900 milioni aggiuntivi per un bando, altro che tagli”, ha chiarito il ministro che è intervenuto anche sulla “polemica sui beni confiscati alle mafie: non è vera, è strumentale. Questo intervento prevede la valorizzazione dei beni confiscati per 300 milioni soprattutto nelle regioni del sud e stabilisce che il tempo avrebbe dovuto essere anticipato a giugno 2023”.

Il confronto utile

“Le questioni che portiamo all’attenzione del Paese e del dibattito con le organizzazioni di categoria e gli enti locali sono oggettive, e non possono essere semplificate con l’idea che il governo vuole definanziare questo o quell’intervento per chi sa per quali ragioni  – ha continuato il ministro per gli Affari Europei  – Abbiamo un’idea molto chiara: lavoreremo per salvaguardare tutti gli interventi fino in fondo e non ci sarà nessun intervento in questo fase che correrà dei rischi”

“La scelta è chiara – ha osservato Fitto – si può continuare, come io non mi auguro ad ascoltare una serie di critiche a prescindere, oppure, come mi auguro poterci confrontare nel merito rispetto alle soluzioni”.

Al termine dell’intervento del ministro è subentrato il dibattito in Aula, seguito dalle dichiarazioni di voto sulle risoluzioni presentate dai gruppi parlamentari.

Le reazioni 

“Per mesi la sinistra ha messo in scena una narrazione volutamente falsa sul Pnrr e sul lavoro del governo. Oggi, con chiarezza, numeri alla mano, il ministro Fitto ha smontato una per una le menzogne delle opposizioni, più interessate a far fallire gli stanziamenti destinati a sostenere il Paese, più che al bene dell’Italia. Hanno parlato di tagli per la costruzione e la messa in sicurezza degli asili, mentre è previsto uno stanziamento di ulteriori 900 milioni, per gli interventi necessari”. Così la presidente dei senatori di Forza Italia, Licia Ronzulli

Di diverso avviso il capogruppo Pd in Commissione Bilancio a Montecitorio, Ubaldo Pagano: “Anche oggi il Ministro Fitto hafatto il suo sermone in Parlamento senza aggiungere assolutamente nulla rispetto a quel poco che era già noto. Continua a ripetere che i progetti ‘espulsi’ dal Piano saranno finanziati con altri fondi eppure continua a non dire come e con quali fondi ciascun progetto troverà finanziamento. D’altronde, si guarda bene dal dare al Parlamento un elenco puntuale d iquesti interventi, forse perché ha paura della reazione di tutti quei territori che perderanno risorse e progetti”. 

“Un’ora di intervento di Fitto che può essere riassunto in ‘Tutto va bene Madama la Marchesa’. Intanto dal Pnrr spariscono miliardi per transizione ecologica, asili, alloggi universitari, medicina territoriale. Nel terrore crescente dei sindaci italiani, di centrodestra compresi”. Cosi’ su Twitter Alessandro Zan, componente della segreteria nazionale del Pd.

Sempre da Twitter arriva il commento di Riccardo Magi, segretario di Più Europa: “Il ministro Fitto punta il dito contro le  opposizioni, contro le critiche, contro ‘la narrativa’. Fitto fa domande e non dà risposte. Sembra arrivato ieri. Cosa ha fatto il  governo fino a oggi? Perché non ha affiancato i comuni nell’attuazione dei progetti? La verità è che la volontà di stravolgere la governance del Pnrr ha paralizzato la realizzazione del Piano per almeno 6 mesi e Fitto oggi assume questo atteggiamento vittimistico per nascondere le evidenti difficoltà del governo sul Pnrr”.

“Il Parlamento è stato esautorato, non basta una comunicazione d’ufficio come quella di oggi ma come previsto una discussione e un voto preventivo delle Camera. Ci avete messo 10 mesi per decidere la cancellazione di progetti per 16 miliardi”. Lo ha detto Elly Schlein alla Camera replicando a Raffaele Fitto.

 

Elly Schlein alla Camera durante comunicazioni del governo Ansa

Elly Schlein alla Camera durante comunicazioni del governo

Dopo gli interventi è quindi arrivato il via libera dell’Aula della Camera alla risoluzione di maggioranza sulle comunicazioni del ministro delle Politiche europee Raffaele Fitto sull’attuazione del Pnrr. Il Terzo Polo ha votato con la maggioranza. 

 

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