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Kenya, 41 sopravvissuti setta del digiuno accusati di omicidio

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Ultimo aggiornamento 1 Agosto, 2023, 17:24:54 di Maurizio Barra

Saranno accusati di omicidio ed
altri crimini, 41 dei 65 sopravvissuti al cosiddetto ‘massacro
di Shakahola’, il digiuno forzato dei seguaci della setta
keniana del predicatore Paul Mackenzie che li spingeva
all’astinenza promettendo di far loro “vedere Gesù in paradiso”.

   
Il consigliere della pubblica accusa, Jami Yamina, ha
dichiarato al magistrato di Mombasa che le indagini hanno
stabilito che queste persone avrebbero avuto un ruolo decisivo
nelle morti dei loro figli e nipoti trovati nelle fosse comuni
nella foresta di Shakahola, nell’entroterra della cittadina
turistica di Malindi, come riporta il sito del canale televisivo
K24.

   
“I 41 sono indagati per omicidio o lesioni colpose, tentato
suicidio, crudeltà e negligenza nei confronti dei bambini,
mancato accompagnamento a scuola e mancata fornitura di beni di
prima necessità senza una valida giustificazione, oltre che per
radicalizzazione”, ha dichiarato Yamina.

   
Le autopsie su alcuni dei corpi delle 425 vittime recuperate
finora, hanno rivelato oltre al deperimento, anche
strangolamento e lesioni come cause della loro morte. Secondo la
Croce Rossa keniana, i seguaci scomparsi a Shakahola sarebbero
più di 600.

   

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