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85 ippopotami appartenuti a Pablo Escobar saranno inviati all'estero, per altri anche l'eutanasia

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 2 Agosto, 2023, 20:31:33 di Maurizio Barra

C’è una via d’uscita almeno per una parte degli ippopotami appartenuti a Pablo Escobar, il noto trafficante di droga. 

La Colombia invierà all’estero 85 esemplari (60 in India, 15 nelle Filippine e dieci in Messico), mentre i restanti saranno in parte sterilizzati e in parte soppressi attraverso l’eutanasia. Il governo di Gustavo Petro (sostenuto da organizzazioni dedicate alle questioni ambientali) pone così fine al problema della sovrappopolazione di questi mammiferi africani, introdotti nel Paese nel 1981 (all’epoca erano solo cinque) nell’ambito delle stravaganze dell’ex re del narcotraffico. 

In Colombia il loro numero è stimato in 181 individui, il 28% dei quali adulti, il 35% quasi adulti e il 37% cuccioli e giovani. Senza frenare la loro riproduzione, entro il 2035 potrebbero raggiungere il migliaio, dicono gli esperti. Di qui l’urgenza di una soluzione. 

“Abbiamo l’obbligo di assicurarci che, quando la Colombia consegnerà questi ippopotami, chi li riceve abbia le condizioni legali per garantire la loro vita senza creare un problema ambientale in un altro Paese”, ha affermato la ministra dell’Ambiente e dello Sviluppo sostenibile, Susana Muhamad. Gli ippopotami saranno trattati secondo i criteri della Convenzione sul commercio internazionale delle specie di flora e fauna selvatiche minacciate di estinzione (Cites), ha precisato Muhamad, che tra le ulteriori alternative per ridurne la popolazione ha suggerito la sterilizzazione di 20 di questi animali nei prossimi sei mesi e di 40 all’anno a partire dal 2024. Ogni procedura, però, costa 40 milioni di pesos (oltre 2 milioni di euro). 

La ministra ha poi sottolineato che gli ippopotami “sono una specie invasiva” che mette a rischio diverse altre specie che abitano i fiumi nel nord del Paese, dove si concentrano i branchi, oltre a deviare il corso dei fiumi, erodere gli argini e modificare la composizione delle acque. Anche per questo Muhamad non ha escluso il ricorso all’eutanasia per un buon numero di loro come parte della soluzione. Il tutto per proteggere l’ecosistema e le altre specie che convivono nello stesso habitat, le quali potrebbero persino estinguersi, nei prossimi anni, se gli ippopotami non verranno rimossi da lì.

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