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Delegazione Ecowas a Niamey per negoziare con i golpisti

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Ultimo aggiornamento 2 Agosto, 2023, 23:24:08 di Maurizio Barra

 Una delegazione della Comunità economica degli Stati dell’Africa occidentale (Ecowas-Cedeao) è in Niger “per negoziare” con i golpisti. Lo rende noto la stessa Ecowas. Domenica scorsa l’organizzazione aveva dato alla giunta militare un ultimatum di 7 giorni per ripristinare l’ordine costituzionale, senza escludere l’uso della forza in caso contrario. Intanto i confini terrestri e aerei del Niger con cinque paesi limitrofi sono stati riaperti, quasi una settimana dopo essere stati chiusi nel colpo di Stato che ha rovesciato il presidente Mohamed Bazoum. Lo ha annunciato uno dei golpisti alla televisione nazionale. “Le frontiere terrestri e aeree con Algeria, Burkina Faso, Libia, Mali e Ciad sono riaperte” , ha dichiarato poche ore dopo una prima evacuazione da parte di Francia e Italia dei loro connazionali e cinque giorni prima della fine dell’ultimatum per ripristinare l’ordine costituzionale richiesto dalla Comunità economica degli Stati dell’Africa occidentale (Ecowas).

Gli europei lasciano il Paese. Rinetrati in Italia 36 connazionali con un volo speciale atterrato mercoledì all’alba a Ciampino dove ad attenderli c’era anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani: “L’ evacuazione è stata molto ordinata. E’ importante aver riportato in Italia tutti i nostri connazionali che lo desideravano. L’Italia ha fatto ancora una volta una bella figura”, ha commentato all’arrivo dell’aereo che ha riportato in Europa anche altri stranieri. Circa una quarantina di italiani sono rimasti volontariamente in Niger. “La nostra ambasciata in Niger rimane aperta e pienamente operativa. I nostri militari del contingente che doveva formare le forze armate nigerine sono del tutto fuori dagli avvenimenti. Insieme ai contingenti francese, americano, belga e tedesco sono in aeroporto, sono consegnati, tra virgolette, nelle loro caserme e non si muovono”, ha aggiunto il ministro. Due voli sono già arrivati anche in Francia per rimpatriare i cittadini che lo desideravano. Sono stati rimpatriati oltre 350 francesi e anche cittadini di altre nazionalità”, ha fatto sapere il ministero degli Esteri francese aggiungendo che le operazioni di evacuazione “proseguono” Il Capo della diplomazia italiana ha poi escluso un intervento militare nel Paese: “Credo che dobbiamo fare pressione perché si ripristini la democrazia in Niger ma va esclusa qualsiasi iniziativa militare occidentale perché sarebbe vista come una nuova colonizzazione”.

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