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Gabbiano reale con un amo nel becco salvato nel Ragusano

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Ultimo aggiornamento 2 Agosto, 2023, 20:52:19 di Maurizio Barra

Un giovane gabbiano reale
trovato sulla spiaggia di Donnalucata (Ragusa) con un amo
conficcato nel becco e la lenza impigliata tra gli scogli è
stato salvato dall’Organizzazione internazionale protezione
animali (Oipa) grazie all’intervento del delegato, Riccardo
Zingaro, avvertito da una coppia di turisti. Lo rende noto la
stessa organizzazione.

   
“Il gabbiano – racconta Zingaro – era sugli sotto il sole ad
una temperatura di oltre 40° chissà da quanto tempo. Era ormai
agonizzante. Non è stato facile estrarre l’amo. Ci sono voluti
45 minuti di particolari manovre; fortunatamente sapevo come
fare, ma non si tratta di un’operazione semplice. Lui si è fatto
soccorrere ben volentieri: stava morendo per colpa dell’incuria
di pescatori che non considerano quanto male possono fare agli
animali abbandonando lenze, reti e ami nell’ambiente. Lo scorso
anno ho salvato persino un cane con un amo conficcato nella
bocca”.

   
L’amo, con la lenza ancora attaccata, era conficcato nella
parte laterale del becco e per fortuna non aveva leso la lingua
o i capillari. Una volta estratto, i volontari dell’Oipa hanno
rifocillato e reidratato il povero gabbiano, che dopo mezz’ora
ha aperto le ali e ha preso il volo con grande gioia di chi ha
assistito al salvataggio.

   
“Non abbandonate le attrezzature da pesca: anche il più
piccolo amo, una minuscola rete e la più corta lenza dispersi
nell’ambiente – è l’appello dell’Oipa – possono essere causa di
atroci sofferenze e di morte per gli animali che abitano il mare
oltre a contribuire all’inquinamento da plastica e metallo”.

   
L’associazione auspica inoltre che il problema dell’abbandono di
ami, reti e lenze nell’ambiente “sia affrontato a livello anche
politico-amministrativo attraverso una seria regolamentazione
che sanzioni pesantemente chi si renda responsabile di azioni
tanto dannose per la biodiversità”.

   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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