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Agli US Open arriva il Var: ecco come funziona il nuovo supporto tecnologico

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 4 Agosto, 2023, 16:05:06 di Maurizio Barra

Occhio arriva il Var, si tratta dell’ultima novità nel tennis. Ai prossimi US Open in programma da fine agosto a New York nell’impianto di Flushing Meadows, i giudici di sedia avranno un altro aiuto/supporto digitale che potranno usare a loro discrezione, in caso di dubbi su un eventuale doppio rimbalzo, (pensiamo a Kader Nouni, giudice di sedia francese che al Roland Garros non ha visto il doppio rimbalzo di Rune contro Cerundolo, con il primo che si è anche distinto per la poca sportività) oppure una invasione di campo o, magari, un fallo di piede.

Quindi il vecchio Occhio di Falco verrà sostituito, il giudice di sedia deciderà di usare lo strumento, quando non sarà sicuro della “chiamata”. Si tratta di un supporto aggiuntivo, perché ai tennisti resta intatta la possibilità dei “Challenge”, cioè la chiamata alla “moviola” nel caso non siano d’accordo su dove la pallina sia rimbalzata.

Gli atleti ne hanno a disposizione tre per ogni set, con un altro che si aggiunge in caso di tie-break. L’Hawk-Eye ha sicuramente contribuito a limitare significativamente gli errori degli arbitri nel corso del tempo e molti tornei hanno deciso di affidarsi solo ed esclusivamente al famoso Occhio di Falco.

Holger Rune abbraccia Francisco Cerundolo Getty

Holger Rune abbraccia Francisco Cerundolo

Ci sono alcune dinamiche, però, che vanno oltre le chiamate “in” e “out” e che necessitano di una tecnologia diversa. Significativi i casi legati al doppio rimbalzo. Gli arbitri hanno sbagliato in più occasioni il giudizio sull’ultimo tocco effettuato dal giocatore prima che la pallina rimbalzasse due volte.

Quindi ora il Var, diventato celebre nel calcio, farà il suo esordio nel mondo del tennis agli US Open. La nuova tecnologia potrà essere utilizzata anche per valutare una possibile invasione al momento del tocco a rete, il cosiddetto fallo di piede al servizio o il punto disturbato.

Nell’ultima edizione di Wimbledon, Novak Djokovic ha avuto una piccola discussione con il giudice di sedia dopo aver perso il punto per hindrance (si verifica quando un giocatore disturba l’avversario durante il punto) l’arbitro ferma lo scambio e assegna il punto all’avversario. Djokovic, secondo l’arbitro, ha alzato la voce in ritardo e ha disturbato Jannik Sinner.

Trenta volte su cento la decisione del giudice viene corretta da quello virtuale, che si avvale di videocamere più veloci di quelle del calcio – mille fotogrammi al secondo invece di cinquecento – e riesce a calcolare la posizione della pallina con un margine di errore di soli due millimetri, nonostante i colpi dei tennisti a volte viaggino sui duecento orari.

La Video Review Technology sarà disponibile solo sui cinque campi principali a Flushing Meadows: Arthur Ashe Stadium, Louis Armstrong, Grandstand, Court 5 e Court 17.

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