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Fallita la missione dell'Ecowas in Niger

Tempo di lettura: 3 minuti

Ultimo aggiornamento 4 Agosto, 2023, 15:07:49 di Maurizio Barra

   La delegazione della Comunità economica degli Stati dell’Africa occidentale (Ecowas) ha lasciato la capitale del Niger, Niamey, senza aver incontrato il capo della giunta militare che ha preso il potere, il generale Abdourahaman Tchiani, e senza essere riuscita a vedere il
presidente deposto, Mohammed Bazoum. Lo comunica un membro della stessa delegazione.

   La delegazione, guidata dall’ex presidente della Nigeria Abdulsalami Abubakar, non ha neanche trascorso la notte a Niamey. Avrebbe dovuto incontrare il capo dei golpisti, Tchiani, per presentargli le richieste dell’Ecowas, che ha imposto sanzioni a Niamey e ha dato un
ultimatum di una settimana per ristabilire l’ordine costituzionale, secondo quanto scrive la presidenza della Nigeria, che detiene la presidenza di turno dell’organizzazione.

    Il presidente di turno Ecowas, il capo di stato nigeriano, Bola Tinubu, ha dichiarato recentemente di voler risolvere la crisi in Niger in modo pacifico, ricorrendo alla guerra solo come extrema ratio.

    La giunta militare ha dichiarato comunque che risponderà immediatamente a qualsiasi “aggressione o tentativo di aggressione” nei suoi confronti da parte dei Paesi dell’Africa occidentale, tre giorni prima della scadenza dell’ultimatum dell’Ecowas  “Qualsiasi aggressione o tentativo di aggressione contro lo Stato del Niger vedrà una risposta immediata e senza preavviso da parte delle Forze di Difesa e Sicurezza nigerine su uno dei membri (del blocco), ad eccezione dei Paesi amici sospesi” (Burkina Faso e Mali), ha detto uno dei golpisti. 

    Il governo golpista ha annunciato inoltre che ha annullato gli accordi militari stipulati tra Niamey e la Francia dopo il colpo di Stato della settimana scorsa. “Di fronte all’atteggiamento disattento della Francia e alla sua reazione alla situazione”, il “Consiglio nazionale per la salvaguardia della patria ha deciso di rottamare gli accordi di cooperazione nel campo della sicurezza e della difesa con questo Stato”, ha dichiarato uno dei golpisti alla televisione nazionale.

   Poco prima, un rappresentante dei golpisti aveva denunciato vari accordi militari conclusi da Niamey con la Francia, in particolare per quanto riguarda lo “stazionamento” del distaccamento francese e lo “status” dei soldati presenti nell’ambito della lotta al jihadismo.

   Il governo militare ha anche messo fino ai mandati degli ambasciatori nigerini in quattro Paesi: “Le funzioni degli ambasciatori straordinari e
plenipotenziari della Repubblica del Niger” presso Francia, Nigeria, Togo e Stati Uniti “sono terminate”, ha dichiarato un portavoce della giunta. E ha anche tolto il coprifuoco imposto il 26 luglio scorso, giorno del colpo di Stato. Lo stabilisce un decreto ad hoc varato dal generale Tchiani.

    La giunta aveva deciso ieri la sospensione delle diffusione delle trasmissioni di Rfi e France24 -emittenti radiofoniche e televisive internazionali della Francia- una decisione che l’Unione Europea ha definito oggi “inaccettabile”. In un tweet Nabile Massrali, portavoce dell’Alto rappresentante Ue, Josep Borrell,  ha scritto che “questa misura rappresenta un grave attentato al diritto d’informazione e alla libertà di espressione. L’Ue condanna con fermezza queste violazioni dei diritti fondamentali

   Intanto, però, il presidente eletto del Niger, Mohamed Bazoum, ha pubblicato un articolo sul Washington Post nel quale afferma che il colpo di Stato potrebbe avere conseguenze “devastanti” per il mondo e portare l’intera regione del Sahel sotto “l’influenza” della Russia, attraverso i mercenari del gruppo Wagner. Di conseguenza, “chiedo al governo americano e all’intera comunità internazionale di contribuire a ripristinare l’ordine costituzionale”, aggiunge Bazoum, rovesciato il 26 luglio dai golpisti militari, in una rara dichiarazione pubblica.

    Prosegue inoltre l’evacuazione degli stranieri dal Niger. Un aereo A-330 dell’aeronautica militare spagnola è atterrato stamattina all’aeroporto
internazionale di Niamey per trasportare i civili che vogliono lasciare il paese verso la Spagna. Le autorità locali avevano consentito solo poche ore prima che il velivolo militare entrasse  nel loro territorio per evacuare gli spagnoli intrappolati in Niger, dove si trovavano ancora una cinquantina di cittadini residenti o in transito. Ieri circa 20 spagnoli sono già sbarcati a Parigi a bordo di un aereo noleggiato dal governo francese per portare in salvo i cittadini europei bloccati durante il golpe.

Mosca, ‘interferenze non migliorano situazione Niger’

“E’ improbabile che l’interferenza di alcune forze extra-regionali possa cambiare in meglio la situazione” in Niger: lo ha detto il portavoce di Putin, Dmitri Peskov, commentando la richiesta del presidente Mohamed Bazoum “al governo americano e all’intera comunità internazionale di contribuire a ripristinare l’ordine costituzionale”. Lo riporta l’agenzia Interfax.

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