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Il Papa, la Chiesa aiuti i fragili senza fare preferenze

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Ultimo aggiornamento 4 Agosto, 2023, 19:28:36 di Maurizio Barra

La Chiesa deve aiutare tutti senza
fare “preferenze”. Lo sottolinea il Papa nel discorso che aveva
preparato e ha consegnato nella visita di una parrocchia di
periferia a Lisbona, nel quartiere di Serafina che ha visto una
rinascita, dalle baracche e dal disagio oggi guarda al futuro
grazie ad un Centro di solidarietà. “Tutti siamo fragili e
bisognosi, ma lo sguardo di compassione del Vangelo ci porta a
vedere le necessità di chi ha più bisogno. E a servire i poveri,
i prediletti di Dio che si è fatto povero per noi: gli esclusi,
gli emarginati, gli scartati, i piccoli, gli indifesi. Sono loro
il tesoro della Chiesa, sono i preferiti di Dio! E, tra di loro
– indica nel discorso Papa Francesco -, ricordiamoci di non fare
differenze. Per un cristiano, infatti, non ci sono preferenze di
fronte a chi bussa bisognoso alla porta: connazionali o
stranieri, appartenenti a un gruppo o ad un altro, giovani o
anziani, simpatici o antipatici”. Poi il Papa ricorda nel testo
la storia di un giovane portoghese, Giovanni Ciudad. Per la
Chiesa è San Giovanni di Dio che fondò i Fratelli Ospedalieri.

   
Dal suo motto – “Fate del bene fratelli” – l’ospedale romano
“Fatebenefratelli”. “Che bel nome, che insegnamento
importante!”, commenta il Papa. La chiesa e il Centro Social
Paroquial São Vicente de Paulo, visitati questa mattina dal
Papa, si trovano nel cuore del quartiere periferico e
problematico di Serafina, a Lisbona. Il Centro, sorto dove prima
c’erano baracche e persone che viveno sostanzialmente
abbandonate, impiega circa 170 persone che, nelle più diverse
funzioni, si occupano, tra le altre cose, di un asilo nido, di
una scuola per l’infanzia, delle attività per il tempo libero
dei bambini e dei ragazzi, di una casa di riposo per anziani, di
un centro diurno per anziani e disabili e del sostegno
domiciliare. La parrocchia è stata istituita il 25 marzo 1959
dal cardinale patriarca Dom Manuel Gonçalves Cerejeira e
affidata ai Padri Missionari della Consolata insieme a quelli di
Santo António de Campolide.

   

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