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"Un taxi, una licenza": i tassisti si oppongono alle novità previste nel dl che riordina il settore

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Ultimo aggiornamento 7 Agosto, 2023, 19:40:22 di Maurizio Barra

Si è concluso dopo circa due ore, più del previsto, l’incontro tra i rappresentanti dei tassisti e dei ministeri delle Imprese e del Made in Italy e di Infrastrutture e trasporti sulle norme del decreto taxi, che sarà presentato in serata al Consiglio dei ministri, e altre misure di interesse del settore. Una ventina le sigle sindacali convocate in via Veneto, tutte contrarie alle ipotesi previste.

Tra le novità all’interno del decreto c’è un aumento fino al 20% delle licenze taxi attualmente in circolazione, tramite nuovi bandi allestiti dai Comuni, accompagnato da fondi per l’incentivo alla conversione ecologica del parco delle auto bianche e degli Ncc. 

Sui giornali di oggi il tema taxi e carenze nei servizi, soprattutto nelle grandi città, è dominante. Molti ricordano che ogni mille abitanti a Roma sono a disposizione 2,7 taxi, a Milano 3,6, mentre ad esempio a Barcellona ci sono 6,49 taxi ogni mille abitanti.

I Comuni saranno autorizzati “a incrementare il numero delle licenze, in misura non superiore al 20 per cento delle licenze già rilasciate, tramite un concorso straordinario per il rilascio, a titolo oneroso, di nuove licenze”, ma questa non sarebbe una novità dato che i Comuni potevano già gestire il numero di licenze. La novità reale è che potrà essere concessa una nuova licenza a chi ne ha già una

“In alternativa” si legge nel decreto “la seconda licenza può essere ceduta a terzi, a titolo oneroso o gratuito, decorsi almeno due anni dal rilascio. Dell’utilizzo o dell’avvenuta cessione o conferimento è data comunicazione al Comune”.

Unica Cgil: “Se il decreto taxi non cambia sarà sciopero”

Le associazioni di categoria dei tassisti hanno in più occasioni lamentato di non essere state coinvolte nelle elaborazioni di queste nuove norme per il riordino del settore. Mentre era ancora in corso l’incontro tra sindacati e ministri competenti, Unica CGIL ha pubblica questo comunicato: “Questo decreto così fatto non deve essere convertito in legge. Sciopero generale e mobilitazione sarà la nostra risposta”, e aggiungono: “Le leggi vigenti già consentono ai sindaci di intervenire sugli organici nonché di migliorare ed efficientare i servizi”. 

Se CGIL comincia dunque a ventilare uno sciopero, meno determinate in questo senso sono le altre sigle. Ma ribadiscono totale contrarietà alle ipotesi formulate dal Governo e continuano a ripetere: “Un taxi, una licenza”.

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