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Donna uccisa a Rovereto: convalidato l'arresto dell'uomo che ha aggredito la 61enne

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Ultimo aggiornamento 8 Agosto, 2023, 20:48:50 di Maurizio Barra

E’ stato convalidato l’arresto di Nweke Chukwuka, l’uomo di 37 anni che nella serata di sabato scorso a Rovereto, in Trentino, ha ferito a morte Iris Setti, di 61 anni.

Lo ha stabilito il gip durante l’udienza di convalida a Trento. Il giudice si è riservato di disporre la misura cautelare. 

Durante l’interrogatorio di garanzia, Chukwuka, assistito dall’avvocato d’ufficio Claudio Malfer, poi sostituito dall’avvocato Claudio Robol nominato dalla moglie dell’imputato, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Secondo i legali, il clochard è “provato e non ancora consapevole di quanto commesso”.

Stamattina, nella sala Giunta di Palazzo Pretorio, a Rovereto, si è svolto il vertice straordinario del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica chiesto dal presidente della Provincia di Trento, Maurizio Fugatti, e dal sindaco di Rovereto, Francesco Valduga, proprio in seguito all’uccisione della 61enne Iris Setti nel parco Nikolajewka.

All’incontro, convocato dal commissario del governo per la provincia di Trento, Filippo Santarelli, presente anche il sottosegretario di Stato all’Interno, Nicola Molteni.

Intanto in una nota nota il Consiglio delle donne del Comune di Trento propone di avviare una riflessione pubblica su quanto accaduto.

“Due donne hanno perso barbaramente la vita nel giro di pochi giorni in Trentino. Siamo sgomente, addolorate, indignate. Questo non è il tempo delle accuse, ma l’atrocità di quel che è accaduto ci impone di avviare una riflessione condivisa e pubblica, per evitare che simili episodi si ripetano” .

“Pensiamo che la prevenzione della violenza contro le donne e in generale contro tutte le persone dovrebbe diventare la priorità delle nostre istituzioni, da quelle statali a quelle locali – aggiunge il Consiglio delle donne. Non può essere un’attività pericolosa passeggiare per strada o in un parco. Le donne devono poter vivere liberamente e pienamente senza la paura di essere aggredite e malmenate fino alla morte”. 

 

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