Aggiornamenti, Mondo, Notizie, Ultim'ora

Niger: 'Non possiamo accogliere delegazione dell'Ecowas'

Tempo di lettura: 4 minuti

Ultimo aggiornamento 8 Agosto, 2023, 19:21:49 di Maurizio Barra

   La diplomazia resta il “modo preferibile” per risolvere la crisi causata dal colpo di Stato in Niger, ha detto il segretario di Stato americano Antony Blinken in un’intervista a Radio France Internationale (Rfi).  “È certo che la diplomazia è il modo preferibile per risolvere questa situazione. Questo è l’approccio” della Comunità economica deli stati dell’Africa occidentale (Ecowas) ed “il nostro approccio. E sosteniamo gli sforzi dell’Ecowas per ripristinare l’ordine costituzionale”, ha affermato Blinken.

   “Quello che vediamo in Niger è angosciante e non offre nulla al Paese e al popolo” nigerino, ha continuato il segretario di Stato americano ritenendo che gli Stati Uniti e altri paesi si troverebbero “in una posizione in cui devono interrompere il loro sostegno al Niger”.

   Poco prima, l’alta diplomatica statunitense Victoria Nuland aveva dichiarato di aver incontrato i golpisti a Niamey. “Queste discussioni sono state estremamente franche e a volte piuttosto difficili”, ha detto. La numero due della diplomazia statunitense ha spiegato di aver incontrato il generale di brigata Moussa Salaou Barmou, il nuovo capo di stato maggiore dell’esercito, e altri funzionari, ma non è stata in grado di
incontrare né il capo dell’esercito al potere, il generale Abdourahamane Tiani, né il deposto presidente Mohamed Bazoum. Ha detto di aver offerto “molte opzioni” per porre fine al colpo di Stato, nonché i “buoni uffici” degli Stati Uniti “se ci fosse il desiderio da parte dei funzionari di tornare all’ordine costituzionale”.

   La funzionaria ha anche specificato che il generale Barmou era ben consapevole della cooperazione esistente tra il Niger e gli Stati Uniti, visto il suo passato coinvolgimento nelle forze speciali. Gli autori del golpe “comprendono molto bene i rischi per la loro sovranità rappresentati da un invito alla Wagner”, ha dichiarato la Nulan riferendosi al gruppo paramilitare russo presente in particolare nel vicino Mali.

   A Niamey, nel frattempo, in un comunicato letto ieri sera alla televisione nazionale, i militari autori del golpe hanno annunciato la nomina a primo ministro di Ali Mahaman Lamine Zeine.  L’ex presidente Mamadou Tandja aveva nominato Lamine Zeine capo di gabinetto nel 2001 e poi ministro delle Finanze nel 2002, per sanare una situazione economica e finanziaria caotica.

    Un contesto ereditato dai soldati saliti al potere dopo l’assassinio nel 1999 del generale e presidente Ibrahim Baré Maïnassara, in questo Paese dell’Africa occidentale con una storia segnata da prese di potere con la forza. Zeine era stato ministro delle Finanze fino al rovesciamento di Tandja durante un colpo di Stato nel 2010 da parte del comandante Salou Djibo, prima di un’elezione presidenziale vinta da Mahamadou Issoufou, predecessore di Mohamed Bazoum, estromesso il 26 luglio.

   “Il tenente colonnello Habibou Assoumane” è stato inoltre “nominato comandante della guardia presidenziale”, aggiunge il comunicato dei golpisti. Queste nomine arrivano all’indomani della scadenza dell’ultimatum lanciato dalla Comunità economica degli stati dell’Africa occidentale (Ecowas) ai militari al potere. I partner occidentali e africani del Niger sono divisi sulla questione di un intervento per restituire il potere ai civili, prima di una nuova riunione dell’Ecowas giovedì ad Abuja in Nigeria. Bazoum rimane sequestrato nella sua residenza privata dal giorno del colpo di Stato. 

   E inoltre le Forze Armate del Niger stanno inviando rinforzi nella capitale Niamey per prepararsi a un potenziale intervento militare: lo ha riferito una fonte militare alla Cnn dopo il rifiuto della giunta di rispettare la scadenza fissata dall’Ecowas per cedere il potere. Un convoglio di circa 40 pick-up, secondo la fonte, è arrivato al tramonto di domenica sera, portando truppe da altre parti del Paese per prepararsi a un’eventuale battaglia.

I militari: ‘Non possiamo accogliere delegazione dell’Ecowas’

La giunta militare in Niger ha annunciato di non poter accogliere una delegazione della comunità dei Paesi dell’Africa occidentale (Ecowas).
Il regime militare scaturitodal colpo di stato in Niger ha informato la Comunità economica degli Stati dell’Africa occidentale (Ecowas), la cui delegazione voleva recarsi a Niamey, che per il momento non può essere accolta per motivi di “sicurezza”. E’ quanto si legge in una lettera del ministero degli Affari Esteri nigerino indirizzata alla rappresentanza di Ecowas a Niamey che l’Afp ha potuto visionare. “L’attuale contesto di rabbia e rivolte della popolazione a seguito delle sanzioni imposte dall’Ecowas non consente di accogliere la suddetta delegazione nella serenità e sicurezza richieste”, si precisa nella missiva.

Tajani: ‘Scongiurare assolutamente una guerra’

“La situazione è ancora di tensione. Noi lavoriamo perché ci sia una soluzione diplomatica, dobbiamo scongiurare assolutamente una guerra In Niger”: lo ha detto a Radio Anch’io il vice premier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani.
   “Certamente va rispristinata la democrazia, certamente va liberato il presidente Bazoum… però non bisogna pensare a un intervento militare, men che meno a un intervento militare europeo, noi dobbiamo tenerci distanti da qualsiasi tipo di intervento. I nostri militari sono lì insieme a una serie di contingenti occidentali, ma erano lì per addestrare i militari nigerini, non per intervenire – ha aggiunto -. Quindi, lavoriamo con la diplomazia, la nostra ambasciata rimane aperta, bisogna scongiurare il peggio ma finché non si spara il primo colpo di arma da fuoco c’è sempre la possibilità di risolvere per vie diplomatiche questa crisi”.

“In Niger serve una soluzione diplomatica bisogna far tornare il presidente Barzoum in libertà ma con il dialogo e la forza della democrazia. Ci augurano che anche i Paesi dell’Africa occidentale seguano questo percorso, come sta facendo l’Algeria. L’Italia spinge in questa direzione”. Lo ha detto Tajani, ribadendo la contrarietà dell’Italia “a un intervento militare, tanto meno europeo”.

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

source

La Tua opinione è importante! Vota questo articolo, grazie!
No votes yet.
Please wait...

Vuoi scrivere, commentare ed interagire? Sei nel posto giusto!

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.