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L'Ad di Ryanair contro il decreto: "Norme illegali e populiste". Mimit: "Stupiscono le sue parole"

Tempo di lettura: 4 minuti

Ultimo aggiornamento 10 Agosto, 2023, 04:37:22 di Maurizio Barra

“Stupiscono” le dichiarazioni dell’amministratore delegato di Ryanair, Eddie Wilson, che ha criticato le norme contro i rincari dei voli aerei contenuti nel cosiddetto “Dl omnibus”, sull’inesistenza di meccanismi di profilazione utilizzati dalle compagnie nella vendita dei biglietti. È la risposta che arriva da fonti del Mimit (ministero delle Imprese e del Made in Italy) alle pesanti critiche dell’ad di Ryanair, Eddie Wilson, alle misure del governo, contenute nel decreto Omnibus, che puntano a ridurre  le tariffe dei voli tra la penisola e le isole, Sicilia e Sardegna. 

“Sull’uso della profilazione nella vendita dei biglietti aerei sono disponibili ampie evidenze riportate da prestigiose riviste internazionali e l’America e dunque ‘non lo Stato sovietico‘, indaga il fenomeno già da molti anni”. “Non esiste nessun algoritmo e non profiliamo i clienti” aveva detto Wilson. Resta la disponibilità, indicano le stesse fonti del ministero, a un confronto “sereno e costruttivo per raggiungere soluzioni equilibrate per passeggeri e compagnie, tenendo però sempre al centro della nostra azione i diritti degli utenti, in particolar modo quelli di tutte le aree meno soggette alla concorrenza perché non raggiungibili con altre forme di trasporto”.

Le critiche dell’AD di Ryanair, Eddie Wilson

“In tutta onestà nemmeno Harry Potter sarebbe in grado di decifrare questo decreto”. Sono state le parole nette dell’amministratore delegato di Ryanair, che oggi parlando a diversi media tra cui il Corriere della Sera ha attaccato duramente le misure del governo, contenute nel decreto Omnibus. Wilson ha annunciato ricorso contro le misure prese dal Consiglio dei ministri, dicendosi convinto che “l’Europa boccerà questa norma perché è anti-concorrenziale, va palesemente contro ogni regola di funzionamento del mercato e persino contro il buonsenso”. 

“Con questo decreto – aggiunge l’ad della compagnia irlandese –  io sarò costretto a ridurre i voli e le frequenze in particolare nel periodo invernale. Lo faranno anche gli altri. E in un mercato normale quando scende l’offerta salgono i prezzi. Per tutti. Non solo: dovendo tagliare le frequenze e i voli dove andrò a incidere? Su quei voli da/per le isole che d’inverno non hanno il traffico record del periodo estivo. Doppio danno per chi vive nelle isole: dovrà pagare di più e avrà anche meno voli a disposizione”.

Intervistato dall’agenzia LaPresse Wilson ha detto che la norma “E’  illegale e populista, e va eliminata”. Questo, dopo un incontro con il ministro Urso, in cui lo stesso “ha riconosciuto che Ryanair è un buon partner per l’Italia”, ha detto Wilson. “Noi non siamo contro questo governo, che è pro-business. Con il ministro ci incontreremo di nuovo dopo le vacanze, lui ha assicurato che ci ascolterà e questo è un bene”. Ma, in ogni caso, se il governo non cancellerà la norma “ci saranno conseguenze non volute per Sicilia e Sardegna”, ha avvertito l’Ad, spiegando come reagirà la compagnia alle misure del dl. 

“L’unico modo per ridurre i prezzi è garantire la competizione e aumentare l’operatività”, mentre il tetto ai prezzi, al contrario, la riduce. E ha fatto un esempio: “Ad Alghero d’inverno ci sono pochissimi voli, Ryanair vuole aprire le rotte invernali, ma perché dovrebbe farlo, con un tetto ai prezzi?”. Ugualmente, “se posso scegliere di collegare Catania o con Trieste o con Barcellona, ma sulla tratta Catania-Trieste c’è un tetto, ovviamente sceglierò Barcellona”. Risultato: un deciso taglio alle frequenze dalle isole verso il continente che farà salire i prezzi dei biglietti a fronte di un servizio ridotto.

Il fronte polemico con la Regione Siciliana

C’è poi un fronte  polemico che si apre direttamente con la Regione Siciliana: smentendo qualsiasi ipotesi di “cartello” nei voli con la Sicilia, Wilson ha definito “spazzatura” le parole del governatore Renato Schifani. Che replica a strettissimo giro: “L’ad di Ryanair Wilson spieghi ai milioni di siciliani se non è scandaloso l’atteggiamento di chi approfitta di una situazione di mancata concorrenza, direi quasi di monopolio, per vessare un’intera popolazione con prezzi esorbitanti. Una circostanza che stiamo combattendo con le nostre forze e con l’aiuto del governo nazionale, anche grazie all’introduzione tra le compagnie che servono la Sicilia di un terzo vettore che, con prezzi accessibili e con tariffe che non superano mai un determinato tetto, ha favorito la mobilità da e per la nostra Isola. ‘Spazzatura’, quindi, sono certe condotte che abbiamo segnalato all’Antitrust per ben due volte”.  

Il ministro delle imprese e del made in Italy Adolfo Urso, che si è  detto disponibile a “migliorare” il decreto, in una intervista a La Sicilia  ha dichiarato: “Basta con l’asta dei voli! L’obiettivo è quello di tutelare i cittadini e i viaggiatori da e per Sicilia e Sardegna, esposti a strategie commerciali che puntano a sfruttare i picchi di domanda legati alla stagionalità, a danno di coloro che, per motivi di lavoro, familiari, o di salute non riescono a programmare con congruo anticipo il volo. Misure che le compagnie saranno tenute a rispettare e che sono certo daranno i frutti che ci attendiamo”. 

Il fronte europeo

Sulla vicenda è intervenuta anche l’Europa. “La Commissione europea ha contattato le autorità italiane e attende di ricevere informazioni più dettagliate sul contenuto preciso” della stretta sul caro voli contenuta nel decreto Asset, ha detto all’ANSA un portavoce dell’esecutivo Ue.
Bruxelles, spiega il portavoce, “sostiene misure volte a promuovere la connettività a prezzi accessibili in linea con le norme del mercato interno Ue” e “la libera fissazione dei prezzi è di solito la miglior garanzia di prezzi accessibili nel mercato del trasporto aereo” europeo. “Solo in casi specifici – evidenzia – l’Ue consente obblighi di servizio pubblico con regolamentazione dei prezzi”.

Mimit: “Richieste dall’Europa del tutto fisiologiche”

Secondo fonti del ministero delle Imprese e del Made in Italy, “il fatto che la Commissione Europea chieda notizie sulle misure adottate contro il caro-voli è del tutto fisiologico e rientra nelle normali interlocuzione tecniche fra gli uffici. Del resto nella nota UE si discorre di principi che sono pienamente rispettati dalle misure che si stanno varando a tutela degli utenti sulla base dei rilievi fatti dalle Autorità di controllo che operano a garanzia dei diritti dei cittadini e dell’efficienza del mercato”. Così una nota del Mimit.   

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