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Suicidio di Luca Ruffino: l'autopsia rivela che non aveva malattie gravi

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Ultimo aggiornamento 10 Agosto, 2023, 21:06:14 di Maurizio Barra

Emergono i primi elementi utili dagli esiti dell’autopsia sul corpo di Luca Ruffino, effettuata all’istituto di medicina legale di Milano. Il presidente della holding Visibilia, ex gruppo della ministra del Turismo Daniela Santanchè, che sabato 5 agosto si è  tolto la vita, con un colpo di pistola, nel suo appartamento in via  Spadolini a Milano, non era affetto da alcuna malattia grave tale da giustificare un suicidio. 

Accertare la  presenza o meno di malattie gravi, che potrebbero avere spinto l’imprenditore a togliersi la vita, era uno dei quesiti posti dalla Procura agli esperti dell’Istituto di Medicina Legale. L’esame autoptico è stato disposto nell’ambito dell’indagine per ‘istigazione al suicidio’ a carico di ignoti.  Scopo dell’inchiesta è quello di accertare se qualcuno possa avere ‘indotto’ l’imprenditore, per esempio minacciandolo.    

Per ricostruire il quadro in cui è maturata la scelta di togliersi la vita, gli inquirenti ritenevano utile sapere se Ruffino soffrisse di una malattia grave, come riferito da alcune persone. All’autopsia non ha partecipato il legale che assiste i familiari, l’avvocato Fabio Re Ferrè, che ha detto di non avere nominato un consulente avendo “piena fiducia nella scrupolosità della Procura”. 

Nei biglietti lasciati ai familiari Ruffino aveva fatto riferimento alla fatica degli ultimi anni. “Ho accumulato tensioni e sofferenze che hanno saturato i miei spazi. Vi chiedo scusa” c’è scritto in un messaggio.

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