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Ferragosto di lavoro a Bardonecchia per ripulire le strade e ripristinare i servizi

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Ultimo aggiornamento 15 Agosto, 2023, 14:30:42 di Maurizio Barra

Ferragosto di lavoro a Bardonecchia per ripulire le strade e ripristinare i servizi danneggiati dalla colata di fango e detriti che ha sommerso una parte della città valsusina nella serata di domenica. Per rifornire di acqua potabile chi è rimasto senza per la sospensione dell’erogazione in alcune zone, a Bardonecchia ci sono due autobotti, una da ieri in piazza De Gasperi, un’altra, in arrivo oggi, in piazza Statuto. “Si sta continuando a lavorare per risolvere i problemi legati all’emergenza idrica – informa un messaggio pubblicato dal Comune sui canali social – ma ci sono ancora diverse segnalazioni di disagi, in particolare nella parte bassa di Bardonecchia”.

 

Intanto si registra un’altra colata detritica in Valle di Susa, una trentina di chilometri più in basso rispetto a Bardonecchia. E’ caduta – informa la Città metropolitana di Torino – a Giaglione (Torino) sulla strada provinciale 255 della Val Clarea, che è stata chiusa al traffico.

A causare la colata “le forti piogge“. La colata “dall’alveo di un rio laterale – spiega la Città Metropolitana – si è riversata sulla strada. I mezzi della Città metropolitana di Torino e delle ditte incaricate sono intervenuti nella notte per aprire un varco e consentire il passaggio, al momento necessariamente limitato, ai mezzi di servizio”.

I geologi sul percorso della colata di fango

 Bardonecchia geologi al lavoro per indagare le cause che hanno scatenato la colata di fango che si è riversata su una parte della cittadina creando gravi danni. Appurato che è stata “una cella temporalesca caratterizzata da una certa stazionarietà e da intensità elevate” la “principale causa di innesco della colata detritica – spiega Arpa (Agenzia regionale per la protezione ambientale) – restano da verificare eventuali concause secondarie”.

Si indaga, quindi, “sull’innesco di frane superficiali confluite nel reticolo idrografico del bacino, o ad apporti idrici supplementari provenienti da rilasci d’acqua da tasche potenzialmente presenti nel nevaio sito in testata di bacino”. Sono quindi stati programmati “sopralluoghi di approfondimento” da parte degli esperti.

Musumeci: impegnati per restituire la normalità 

“Bardonecchia sta tornando alla normalità, grazie al lavoro esemplare delle strutture pubbliche e di imprese private, con un volontariato che non ha conosciuto tregua. Ho parlato con la sindaca della cittadina colpita dalla calamità, Chiara Rossetti, assicurandole la massima celerità possibile da parte del nostro dipartimento nazionale non appena sarà pervenuta dalla Regione la formale richiesta dello stato di emergenza nazionale, accompagnata da una dettagliata descrizione e quantificazione dei danni rilevati. Subito dopo i nostri tecnici e quelli della Regione effettueranno il sopralluogo nelle zone colpite per completare la istruttoria. La prudenza intanto impone di restare in allerta per le prossime ore, come sempre occorre fare dopo eventi franosi”. Lo afferma il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare Nello Musumeci.

Piantedosi: vicinanza doverosa del ministero

Potrebbe tornare parzialmente operativo giù domani il commissariato di Bardonecchia (Torino) gravemente danneggiato dall’ondata di fango, detriti e acqua portata dalla piena improvvisa del torrente Frejus, nella serata del 13 agosto. Lo ha detto il questore di Torino Vincenzo Ciarambino nel videocollegamento di Ferragosto con il ministro dell’Interno Piantedosi, il capo della Polizia Vittorio Pisani e il sottosegretario Nicola Molteni.

Parlando dal Palazzo delle feste di Bardonecchia, dove è stato allestito il centro operativo interforze, Ciarambino ha ricordato i danni alla parte bassa dell’edificio, attualmente senza energia elettrica, e con tutte le auto di servizio sommerse dal fango nel garage. Una trentina di poliziotti è ospitata negli alberghi cittadini in attesa di rientrare negli alloggi ai piani alti del commissariato. “Le volanti sono comunque operative. Contiamo già da domani di ridare operatività al primo piano del commissariato per fare ripartire l’attività degli uffici operativi e di polizia amministrativa”, ha spiegato Ciarambino.

Contate su di noi per tutto quello che serve, la nostra vicinanza è doverosa” ha detto il ministro Piantedosi. Da Bardonecchia ha parlato anche la sindaca Chiara Rossetti: “L’evento imprevedibile – ha è capitato in un momento clou dell’estate. Siamo in un momento clou della stagione, Bardonecchia è un paese turistico e in questo periodo abbiamo 50mila presenze. E’ stata sfiorata la tragedia e ringrazio tutte le forze dell’ordine intervenute tempestivamente, Il più grande risultato è stato non avere avuto feriti e morti, chi ha visto cosa stava succedendo immaginava una tragedia immane. Ora lavoriamo su due fronti: ripristinare la viabilità e fare in modo che tutte attività produttive riprendano al più presto”

Coldiretti: abbiamo perso un terzo della terra fertile, così l’Italia frana 

 A causa della cementificazione e dell’abbandono l’Italia ha perso quasi 1/3 (30%) dei terreni agricoli nell’ultimo mezzo secolo, con la superficie agricola utilizzabile che si è ridotta ad appena 12,8 milioni di ettari ed effetti sulla manutenzione e pulizia del territorio, sulla tenuta idrogeologica del Paese e sulla dipendenza agroalimentare dall’estero. E’ quanto afferma la Coldiretti in riferimento agli effetti degli ultimi nubifragi e frane che hanno devastato il territorio, da Bardonecchia alla Valle d’Aosta.

Oggi in Italia – sottolinea la Coldiretti – oltre 9 comuni su 10 in Italia (il 93,9% del totale) secondo l’Ispra hanno parte del territorio in aree a rischio idrogeologico per frane ed alluvioni anche per effetto del cambiamento climatico in atto con una tendenza alla tropicalizzazione che si manifesta con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, il rapido passaggio dal sole al maltempo e precipitazioni brevi ed intense.

Nel 2023 si sono verificati lungo la Penisola una media di quasi 11 eventi estremi al giorno che si sono abbattuti su un territorio piu’ fragile con vittime e danni incalcolabili, secondo l’analisi della Coldiretti su dati Eswd. Per effetto delle coperture artificiali il suolo non riesce a garantire l’infiltrazione di acqua piovana che scorre in superficie aumentando la pericolosità idraulica del territorio nazionale. Per questo , secondo la Coldiretti, “l’Italia deve difendere il proprio patrimonio agricolo e la propria disponibilità di terra fertile con un adeguato riconoscimento sociale, culturale ed economico del ruolo delle aziende agricole, dalle campagne alle montagne fino ai boschi dove occorre aprire una nuova stagione di manutenzione forestale”. Occorrono in particolare interventi tesi a valorizzare il ruolo delle aziende agricole, forestali e degli allevatori che presidiano gli alpeggi “per garantire una maggiore resistenza dei territori agli eventi che sempre più sono caratterizzati da forti rovesci che non trovano una montagna in grado di assorbire e drenare le grandi quantità d’acqua cadute”.

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