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Happy Days, viaggio in un mondo apparentemente perfetto

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 15 Agosto, 2023, 01:37:43 di Maurizio Barra

L’apparente ‘mondo perfetto’ filtrato
da tanto humour, buoni sentimenti, musica e colori pastello, ma
anche dalla nostalgia di una Milwaukee tra anni ’50 e ’60, tra
ricordi e sogni. Protagonisti i Cunningham, una famiglia serena
e unita in cui i contrasti durano il tempo di una puntata; un
‘ribelle’ in giacca di pelle, simpatico e rassicurante; uno
stuolo di amici allegri e fedeli e tanti incontri sorprendenti,
come quello con un irresistibile alieno, Mork (Robin Williams,
che conquistò tanto il pubblico da ottenere una serie ad hoc). È
Happy Days, una delle sitcom più iconiche e discusse della
storia della tv (compresi gli strali di Nanni Moretti in Aprile,
con risposta a distanza di Henry Winkler/Fonzie) della quale si
stanno per celebrare i 50 anni dalla nascita.

   
Una data per la quale è arrivato anche il primo libro
enciclopedico al mondo sulla serie creata da Garry Marshall, in
onda dal 1974 al 1984, interpretata fra gli altri, insieme a
Winkler, da Ron Howard (poi regista e produttore da Oscar),
Marion Ross, Tom Bosley, Erin Moran, Anson Williams, e Donny
Most. È ‘La nostra storia – Tutto il mondo di Happy Days’
(Edizioni Minerva), firmato dal giornalista e scrittore Emilio
Targia e Giuseppe Ganelli, fondatore dell’Happy Days
International Fans Club e “il più grande collezionista al mondo
di oggetti di Happy Days – spiega Targia -. Ci siamo accorti che
non c’era un libro su Happy Days in tutto il mondo e abbiamo
pensato che in occasione dei 50 anni sarebbe stato opportuno,
necessario, divertente, coinvolgente, raccontarne la storia vera
con dietro le quinte, curiosità, interviste, personaggi primari,
secondari”. A firmare la prefazione è lo stesso Winkler, mentre
la postfazione è di Max Pezzali.

   
“Happy Days è stata una delle esperienze più importanti di
tutta la mia vita, al di fuori della mia famiglia – spiega
Winkler -. Anche quella è stata una famiglia, una squadra che ha
lavorato duramente insieme, ha giocato insieme, ha viaggiato
insieme, ha pianto insieme ed è cresciuta insieme”.

   

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