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La Commissione Ue esamina la lettera delle compagnie aeree contro la "stretta" italiana sui prezzi

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Ultimo aggiornamento 17 Agosto, 2023, 02:53:30 di Maurizio Barra

Dopo Ryanair scende in campo contro la stretta italiana sul caro-voli l’associazione europea delle compagnie aeree, Airlines for Europe. Si rivolge alla Commissione Ue perché chiarisca “con l’Italia” l’impatto del decreto sul mercato europeo del trasporto aereo “libero e deregolamentato”.

La Commissione Ue conferma di aver ricevuto la lettera dell’associazione. “La stiamo esaminando”, afferma un portavoce dell’esecutivo comunitario. Per il resto, ribadisce la posizione già espressa sul decreto: “I servizi della Commissione hanno contattato le autorità italiane e si aspettano di ricevere informazioni più dettagliate sul contenuto della misura in questione”, dice. “La Commissione sostiene le misure volte a promuovere la connettività a prezzi accessibili, purché in linea con le norme del mercato interno dell’Ue”.

Il diritto dell’Ue, all’articolo 22 del Regolamento 1008/2008 sui servizi aerei, “garantisce la libertà delle compagnie aeree di fissare i propri prezzi, a condizione che rispettino le disposizioni in materia di trasparenza dei prezzi per garantire che questi non discriminino i consumatori in base alla loro nazionalità o al luogo di residenza”, sottolinea l’esecutivo. 

“La concorrenza sostenibile con la libera fissazione dei prezzi è di solito la migliore garanzia di prezzi accessibili nel mercato del trasporto aereo” Ue che è “liberalizzato e di grande successo”, viene ribadito. “Solo in casi molto specifici ed eccezionali” come “ad esempio, rotte da/per regioni remote che non sono adeguatamente servite dagli operatori di mercato”, si segnala ancora, “l’Ue consente agli Stati membri di stabilire obblighi di servizio pubblico per garantire livelli minimi di servizio e connettività territoriale”.

Per il ministero delle Imprese e del Made in Italy, però, le misure annunciate sono “pienamente in linea con le direttive europee in materia di tutela dei consumatori”. Il Mimit ha quindi ribadito di essere intervenuto dopo “fenomeni speculativi” evidenziati dal Garante della concorrenza nelle tratte da e verso la Sicilia. L’Enac, ha aggiunto, “ha appurato come il costo dei biglietti sia cresciuto in modo del tutto anomalo proprio in coincidenza con eventi catastrofali, come il deragliamento del treno merci nei pressi della stazione di Firenze Castello o dell’alluvione in Emilia-Romagna, quando non erano praticabili altri mezzi di trasporto”. Il ministero ha quindi fatto quindi sapere di voler “tutelare i cittadini-utenti dai fenomeni speculativi” emersi “proprio nei momenti di maggiore bisogno”. Quanto all’algoritmo che profila gli utenti, è “una pratica commerciale distorsiva” che “lede anche il fondamentale diritto alla privacy, e ciò è assolutamente inaccettabile”, ha segnalato il ministero, tornando a puntare il dito contro Ryanair: “La compagnia aerea che ha maggiormente evidenziato tali questioni risulta essere stata sanzionata undici volte negli ultimi anni dall’Autorità garante proprio per fenomeni distorsivi del mercato”. 

 “La libertà dei prezzi è una componente fondamentale del successo del mercato unico europeo dell’aviazione – ha affermato da parte sua Airlines for Europe – e siamo preoccupati che il decreto legge in Italia contravvenga alle norme dell’Ue che garantiscono questa libertà e comprometta seriamente il mercato unico dell’aviazione”.  Nella sua lettera a Bruxelles il direttore dell’associazione, Ourania Georgoutsakou, ha segnalato anche il rischio che il decreto Asset crei un precedente: potrebbe “portare a un effetto domino tradotto nell’adozione di norme simili in altri Stati membri dell’Ue”. Un tetto alle tariffe aeree, poi, “violerebbe” il diritto delle compagnie “di competere ogni volta che è possibile, di fissare i prezzi e di definire i servizi come meglio credono”. 

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