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Assalto a Capitol Hill, Trump chiede che il processo inizi nel 2026

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Ultimo aggiornamento 18 Agosto, 2023, 08:44:28 di Maurizio Barra

Rimandare, rimandare, rimandare. Si potrebbe sintetizzare con tre parole la nuova strategia processuale di Donald Trump nei quattrro procedimenti che lo vedono accusato di aver cospirato per ribaltare l’esito delle presidenziali del 2020. I suoi avvocati hanno chiesto che il processo contro l’ex presidente degli Stati Uniti si celebri nell’aprile 2026, quasi un anno e mezzo dopo il voto presidenziale previsto nel Novembre del 2024. Il procuratore capo Jack Smith ha invece chiesto che l’inizio del procedimento sia fissato al prossimo 2 gennaio.

“L’interesse pubblico risiede nella giustizia e nel giusto processo, non nella fretta di giudicare”, ha sostenuto l’avvocato dell’ex presidente, Gregory Singer, depositando la richiesta. Secondo i legali di Trump la mole di documenti da esaminare è enorme, 8,5 terabyte di materiali per un totale di oltre 11,5 milioni di pagine che richiederebbero mesi per essere elaborate. “Supponendo di poter iniziare a esaminare i documenti oggi, dovremmo procedere a un ritmo di 99.762 pagine al giorno per terminare entro la data proposta per la selezione della giuria”, ha affermato, “questa è Guerra e pace di Tolstoj, 78 volte al giorno, tutti i giorni”.

“La data del processo proposta dal governo rappresenta un giusto equilibrio tra il diritto dell’imputato di preparare una difesa e il forte interesse del pubblico in un rapido processo per il caso”, aveva affermato da parte sua il procuratore Smith. Il giudice Tanya Chutkan deciderà la data di inizio del processo il prossimo 28 agosto.

Sono stati fissati rispettivamente per marzo e maggio prossimi gli inizi degli altri due processi, uno a livello statale a New York e un altro a livello federale in Florida, che riguardano Trump. Deve invece essere ancora stabilita la data nella quale comincerà il quarto processo, ovvero quello per aver tentato di influire sul conteggio dei voti in Georgia. Il governo degli Stati Uniti accusa inoltre Trump di aver gestito male decine di documenti riservati, inclusi piani militari e segreti nucleari, portandoli via dalla Casa Bianca dopo aver lasciato l’incarico, e di aver complottato con il suo staff per nasconderli agli investigatori.

Un altro segnale dovrebbe allarmare Trump: due americani su tre considerano “gravi” le accuse rivoltegli in Georgia. È quanto emerge nel sondaggio Abc News/Ipsos: il 47 per cento degli intervistati ha definito “grave” il caso, mentre un altro 16 per cento lo ha definito “piuttosto grave”. In totale chi si dice preoccupato dalla gravità delle accuse rappresenta il 63 per cento. Solo per il dieci per cento “non è troppo grave”, mentre per solo per il quindici “non lo è per niente”. 
 

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