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Giappone, giovedì inizia lo sversamento in mare delle acque di Fukushima

Tempo di lettura: 3 minuti

Ultimo aggiornamento 22 Agosto, 2023, 10:41:08 di Maurizio Barra

Lo scarico nell’Oceano Pacifico delle acque trattate provenienti dalla centrale nucleare di Fukushima Daiichi, nel nord-est del Giappone, inizierà giovedì “se le condizioni meteorologiche lo permetteranno”. 

Lo ha annunciato il primo ministro giapponese Fumio Kishida, dopo l’ispezione della centrale in fase di smantellamento. Kishida ha anche incontrato le associazioni locali dei pescatori.

L’autorizzazione alla procedura era stata data dal predecessore di Kishida, Yoshihide Suga, nell’aprile 2021, mentre il progetto era stato convalidato all’inizio di luglio dall’Agenzia per l’energia atomica (AIEA) con la garanzia che sarà sicuro per l’ambiente e la salute umana.

L’agenzia ha specificato che manterrà una presenza in loco presso la centrale e pubblicherà dati che saranno condivisi con la comunità globale, compreso il monitoraggio delle rilevazioni in tempo reale.

Lo stesso premier nipponico ha dichiarato che il Giappone continuerà a comunicare il piano ai residenti e alla comunità internazionale ‘con un alto livello di trasparenza’, riducendo al minimo eventuali danni alla reputazione dell’area.   

Tokyo prevede di scaricare molto gradualmente nell’Oceano Pacifico più di 1,3 milioni di tonnellate di acqua dell’impianto di Fukushima Daiichi provenienti da acque piovane, sotterranee e da iniezioni necessarie per raffreddare i noccioli dei reattori andati in fusione dopo lo tsunami che devastò la costa nord-orientale del Paese nel marzo 2011, provocando la morte di oltre 20mila persone. 

L’incidente di Fukushima, a 12 anni dagli eventi, è infatti ancora in corso. Questo perché nei reattori permane il materiale fissile disciolto ad altissima concentrazione di radioattività, inavvicinabile dall’uomo e anche da gran parte dei robot. Questo va continuamente raffreddato e per tale operazione è necessaria molta acqua, che entra a contatto con il materiale radioattivo, contaminandosi a sua volta. Inoltre a questa va aggiunta l’acqua piovana che arriva nella centrale e quella che scorre naturalmente al di sotto da sottoporre a loro volta al trattamento.

Tutte queste acque sono state raccolte e preventivamente trattate per liberarle dalle sostanze radioattive, ad eccezione però del trizio, che non può essere rimosso con le tecnologie esistenti. Secondo gli esperti, tuttavia, solo dosi altamente concentrate di trizio sono dannose per la salute. 

Già lo scorso mese, i quasi 1.000 serbatoi presenti sul sito erano al 98% della loro capacità.

Anche Tepco, il gestore della centrale di Fukushima, prevede uno scarico nell’oceano prolungato fino all’inizio degli anni 2050, a una portata massima di 500.000 litri al giorno e con una diluizione tale da ridurre il livello di radioattività dell’acqua ben al di sotto degli standard nazionali.

La centrale di Fukushima, Giappone Ap

La centrale di Fukushima, Giappone

Le reazioni all’annuncio

Non solo l’industria della pesca giapponese teme conseguenze dannose per l’immagine dei suoi prodotti. 

Dopo l’annuncio della data di inizio del sversamento in mare, Hong Kong ha annunciato che attiverà “immediatamente” limitazioni sulle importazioni di alcuni cibi dal Giappone.

Tra i paesi più critici, la Cina, che il mese scorso ha vietato l’importazione di prodotti alimentari da dieci dipartimenti giapponesi, compreso quello di Fukushima, e ha effettuato test sulle radiazioni sugli alimenti provenienti dal resto del paese inasprendo ulteriormente le tensioni diplomatiche con Tokyo. 

“Il Giappone esigerà la fine delle restrizioni commerciali”, ha detto Kishida, evidenziando “prove scientifiche” e promettendo inoltre misure a sostegno dell’industria della pesca giapponese, e, infine, incoraggiando la produzione e il consumo interno di prodotti ittici, nonché aprendo nuovi mercati per l’esportazione.

Il primo ministro del Giappone Fumio Kishida Ap

Il primo ministro del Giappone Fumio Kishida

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