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Elisa Claps, un libro dai diari inediti

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 24 Agosto, 2023, 19:04:44 di Maurizio Barra

(di Mauretta Capuano)
“Da ogni esperienza negativa ricevo
sempre qualcosa di buono. Amo la mia vita e la difenderò con
tutta me stessa!!”. Lo scriveva Elisa Claps nei suoi diari
inediti diventati ora un libro che include anche i ricordi di
sua madre Filomena e con la postfazione di Gildo Claps, fratello
di Elisa che da anni combatte insieme al fratello Luciano e ai
genitori la sua battaglia per la verità.

   
È Sono io Elisa Claps, con i sogni e le speranze di una vita
interrotta, della giornalista Mariagrazia Zaccagnino, in uscita
per la casa editrice Edigrafema il 12 settembre, nel giorno del
trentesimo anniversario della scomparsa e uccisione, nel 1993,
della studentessa nata a Potenza il 21 gennaio 1977, morta a
sedici anni.

   
La Claps è rimasta per quasi 17 anni nell’oscurità del
sottotetto della chiesa della Santissima Trinità a Potenza, dove
il 17 marzo 2010 fu trovato il suo cadavere. Rimasta chiusa dal
momento del ritrovamento del corpo di Elisa la Chiesa ora è
stata riaperta tra le polemiche e lo scontento della famiglia.

   
In dialogo con la madre della ragazza, nel suo libro Zaccagnino
ci svela Elisa prima che diventasse il Caso Claps.

   
Nei diari la giovane studentessa ci racconta i suoi pensieri,
l’amore per la famiglia, il rapporto con le amiche, la fede in
Dio e il sogno di diventare medico.

   
Di lei si è parlato tanto dal 12 settembre 1993 in poi, ma chi
era Elisa prima di scomparire? Cosa sognava? Come trascorreva le
sue giornate? Cosa la emozionava e cosa, invece, causava in lei
turbamento? Chi era davvero la ragazza con gli occhiali e i
lunghi capelli castani prima che diventasse il Caso Claps? si
chiede l’autrice del libro da sempre attiva nel sociale, che
sostiene i diritti umani e le pari opportunità, ha collaborato
con diversi quotidiani e settimanali e attualmente lavora
all’ufficio stampa della Regione Basilicata.

   
“Archiviati i processi giudiziari e le ricostruzioni storiche,
che resteranno per sempre parziali, questo testo – spiega la
nota editoriale – restituisce luce alla giovane potentina”.

   

   

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