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Pablo Trincia, caso Claps si poteva risolvere subito

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 25 Agosto, 2023, 19:12:11 di Maurizio Barra

“Dopo la scomparsa di Elisa nessuno
ha mai perquisito la Chiesa della Trinità di Potenza, il luogo
in cui la studentessa di 16 anni era stata vista per l’ultima
volta insieme a Danilo Restivo. Cosa è successo là dentro per
diciassette anni? Purtroppo la giustizia, esce sconfitta.

   
Invece di andare a fondo e indagare su un assassino che era
davanti agli occhi di tutti, si poteva risolvere tutto in
mezz’ora e invece ci sono voluti 17 anni”. Lo afferma Pablo
Trincia che a 30 anni dalla scomparsa di Elisa Claps, la giovane
di 16 anni uccisa da Danilo Restivo, riporta alla luce uno dei
casi di cronaca più oscuri ed eclatanti della storia del nostro
paese: Dove nessuno guarda – il caso Elisa Claps, un podcast
originale di Sky Italia e Sky TG24 realizzato da Chora Media.

   
Un mistero iniziato la mattina del 12 settembre 1993 e
risolto, in parte, nel marzo del 2010 quando venne ritrovato da
tre operai il corpo della studentessa, ormai mummificato, nel
sottotetto della chiesa di Potenza. Otto episodi, disponibili
da domani, uno al giorno e gratuitamente, su skytg24.it e su
tutte le principali piattaforme, e con l’episodio finale martedì
12 settembre proprio nel giorno in cui ricorrono i 30 anni dalla
scomparsa della giovane. A novembre su Sky TG24, con lo stesso
titolo, è attesa la docuserie originale a cura di Pablo Trincia
e con la regia di Riccardo Spagnoli. Quattro episodi e immagini
inedite, per raccontare lo sconvolgente caso Claps, ma anche chi
era Elisa nella vita di tutti i giorni. Sulla notizia della
riapertura della Chiesa della SS Trinità a Potenza, dove venne
ritrovato il suo corpo di elisa Trincia rileva: “Ho sentito il
fratello e trovo che la tempistica sia poco opportuna in
concomitanza con l’anniversario dell’omicidio, una chiesa che
per 17 anni fino al ritrovamento dei resti di Elisa nel
sottotetto – ha continuato a celebrare messe, battesimi,
funerali, i fedeli pregavano e sopra le loro teste c’era il
corpo di una ragazzina massacrata, la famiglia non ha mai avuto
le scuse della diocesi, ed è ormai acclarato che qualcuno aveva
visto quei resti prima del ritrovamento”.

   

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