Ultimo aggiornamento 1 Settembre, 2023, 23:04:15 di Maurizio Barra
E’ il racconto tra le lacrime fatto a Rai News 24 da Daniela Di Maggio, la mamma di Giovanbattista Cutolo, il giovane di 24 anni ucciso da un sedicenne per un parcheggio. La donna lancia un appello disperato alle istituzioni “alla presidente Meloni e al presidente Mattarella: chiedo di essere chiamata -dice ai microfoni Rai- chiedo che mi accolgano per dire la mia su queste brutalità che noi, che siamo nel basso di questa società e che viviamo in questo mondo, conosciamo molto di più di chi ci comanda. Voglio alzare la mano e dire tutte le cose che vanno assolutamente cambiate”.
Ansa/TGR La madre di Giovanbattista Cutolo
“Sono senza parole, questa cosa di un sedicenne che ha sparato a mio figlio non la posso proprio accettare. Perchè se a16 anni esci con un’arma funzionante hai contezza del dramma che stai creando attorno a te. Napoli è diventata una città violentissima, un Far West. Tutto questo va fermato quanto prima”, lo sfogo della donna che lancia un appello accorato a tutte le istituzioni. “Bisogna assolutamente cambiare le leggi, per tutti i ragazzi che restano, per tutti gli amici di mio figlio, per i figli delle altre persone che non meritano certo – sottolinea la donna – di essere uccisi da una persona che non ha valori”.
“Sono senza parole, questa cosa di un sedicenne che ha sparato a mio figlio non la posso proprio accettare. Perchè se a16 anni esci con un’arma funzionante hai contezza del dramma che stai creando attorno a te”
Daniela Di Maggio, la mamma di Giovanbattista Cutolo ucciso da un 16enne a Napoli
Giogiò, come era chiamato il giovane, “amava il bello, l’arte, aiutava i suoi amici. Ma, come disse Bennato, Napoli è fatta di tante Napoli. L’altra notte si sono incontrate due Napoli, quella di mio figlio e quella del sedicenne, che non si appartengono, che non si somigliano perchè la Napoli di Giogiò è una Napoli che si alimenta di pane e Tik Tok o di orrori. Pensiamo all’arte e alla cultura: sono questi i valori che dobbiamo dare ai nostri ragazzi”, ha detto ancora Daniela Di Maggio.
“Mio figlio era pieno di talenti evalori culturali. Poteva solo aiutare Napoli a migliorare. Uccidendo lui è come se avessero sparato a Benedetto Croce prima di scrivere un saggio di filosofia, come se avessero buttato una bomba sul Colosseo, come se avessero sfregiato le Sette opere di Misericordia di Caravaggio e lo avessero ucciso”.
Intanto a Napoli a Palazzo San Giacomo e alla sede del Consiglio comunale di via Verdi, sono state issate le bandiere a mezz’asta in segno di lutto per l’omicidio del 24enne assassinato all’alba di giovedì scorso in piazza Municipio. L’ Amministrazione guidata dal sindaco Gaetano Manfredi e l’intera assise comunale hanno espresso “il proprio cordoglio e la vicinanza ai familiari del giovane musicista, nonché la ferma condanna per il terribile gesto compiuto da un 16enne”.
Il Comune di Napoli sarà presente oggi alla fiaccolata che partirà alle 18 da piazza Bellini.
Cordoglio espresso via social anche dal ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini: “Sono profondamente addolorata per la terribile e inaccettabile scomparsa di Giovanbattista Cutolo, il giovane musicista ucciso a Napoli. Giovanbattista con il suo talento, la sua passione per la musica, rappresenta quella gioventù che ha dei sogni e si impegna giorno dopo giorno per realizzarli. Alla famiglia, agli amici, ai colleghi, agli insegnanti, va il mio abbraccio più forte”.
In onore del giovane musicista, vittima innocente della criminalità, Il Teatro San Carlo di Napoli ha istituito una Borsa di studio intestata a lui.
Il Massimo partenopeo, con gli orchestrali, i musicisti e le maestranze tutte ha espresso “solidarietà e vicinanza alla famiglia del giovane musicista di Mugnano barbaramente ucciso per futili motivi” a pochi passi dal teatro.
“Sono profondamente addolorato per l’atto di violenza che ha portato alla perdita di un giovanissimo musicista a Napoli. Questa tragedia è un colpo al cuore della comunità – ha affermato il sovrintendente Carlo Fuortes – ed esprimo a nome di tutti i lavoratori del Teatro San Carlo la nostra vicinanza alla famiglia della giovane vittima. Siamo tutti chiamati a fare la nostra parte per prevenire la violenza e proteggere la vita dei nostri ragazzi. Insieme possiamo fare la differenza. L’istituzione culturale San Carlo si impegna con rinnovata passione a promuovere l’accesso alla cultura e alla musica per i giovani, con particolare attenzione alle attività per le periferie”.
