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Ultimo aggiornamento 1 Settembre, 2023, 01:49:57 di Maurizio Barra
Ha definito le bande usando parole precise, ripetute più volte: armonia, radici e insieme. Perché per il maestro Riccardo Muti, divenuto con la sua carriera sinonimo di orchestra e di Italia nel mondo, le bande da giro “insegnano a fare armonia, a muoversi all’unisono, a fare insieme”. Insegnamenti che adesso per il “nostro Paese in cui stanno succedendo tanti fatti di cronaca brutti” possono essere declinati alla quotidianità perché “ascoltare le bande fa comunità, fa capire l’importanza di stare assieme in armonia”. Da Conversano, comune in provincia di Bari, il maestro ha parlato dell’importanza delle bande da giro a cui la Regione Puglia ha dedicato una norma, presentata oggi, per valorizzarle attraverso la ricerca di partiture, compositori e testi per la conoscenza della storia dei gruppi bandistici, la creazione di un museo diffuso e integrato, e con tournée di carattere regionale ed extra regionale. E il maestro Muti ha auspicato che questa legge sia estesa a tutta l’Italia. Perché le bande sono non solo espressione del patrimonio immateriale regionale ma anche perché dotate di funzione culturale, sociale e identitaria. E i ricordi di Muti, nato a Napoli e cresciuto a Molfetta (Bari) che ha lasciato a 17 anni, lo confermano. “Vi svelo un segreto – ha detto – quando negli anni Ottanta dirigevo a Philadelphia, mentre mi preparavo indossando il frak, ascoltavo le marce funebri molfettesi perché mi davano un forte senso di appartenenza, mi ricordavano che venivo da un mondo così diverso da quello sgargiante americano che non aveva l’umanità, le fondamenta, la bellezza e la storia che la Puglia possiede”. Gli spartiti eseguiti dai musicisti delle bande non hanno da invidiare qualcosa a quelli delle orchestre perché “le bande non sono formazioni di serie B e vorrei fossero chiamate bande musicali e non da giro che sembra una diminutio”, ha chiarito il maestro a cui sono stati donati gli spartiti originali di suite per balletti del 1969 del maestro Michele Lufrano. “Le bande sono lo Spotify del passato perché chi non poteva entrare in un teatro, chi non poteva assistere a un concerto di una orchestra, ascoltava le bande che hanno conservato la loro funzione sociale e culturale che noi, con un lungo lavoro, abbiamo racchiuso in una norma per tutelarle”, ha aggiunto il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano. “Le bande sono arte democratica e la cultura bandistica che è una cultura musicale profondamente identitaria, è stato il frutto di una condizione di povertà” e così “ai teatri si sono sostituite le casse armoniche nelle piazze, alle voci i fiati e la povertà è diventata un genere musicale unico al mondo, che oggi la Puglia celebra con una legge”, ha evidenziato Aldo Patruno, direttore generale del dipartimento alla Cultura e turismo della Regione Puglia. “Dare identità alle bande rende possibile ai musicisti di poter scegliere di fare quella musica perché mette a disposizione gli strumenti anche per una autonomia economica. Spero che la nostra legge possa essere d’esempio a tutta Italia”, ha continuato Grazia Di Bari, consigliera regionale pugliese delegata alle Politiche culturali in riferimento alla dotazione finanziaria pari a un milione di euro prevista dalla norma. “Mi auguro che la legge pugliese diventi l’inizio per una legge nazionale e quando incontrerò il ministro alla Cultura Sangiuliano glielo dirò”, ha continuato Muti che ha promesso di tornare in Puglia per dirigere le bande.
Sono nato a Torino, il 19 Febbraio 1968. Ho alle spalle un'educazione direi Umanistica di base, avendo frequentato il Liceo Classico Valsalice e Lingue e Lettere Moderne all'Università. Grande passione per tutto ciò che è una tastiera, dal pianoforte o simili, ai PC, di cui peraltro amo anche il touch. Inoltre, un'altra mia grande passione, è lo sport e mi ha molto coinvolto, siccome ho lavorato molto su di me negli anni, passando attraverso varie fasi, nelle quali sono ingrassato moltissimo e poi sono diventato assai magro, dunque, siccome più volte ho dovuto intervenire su di me, ho voluto approfondire questo discorso ed ho conseguito il Master CFT come Personal Fitness Trainer presso Issa Italia. La voglia e l'interesse ad approfondire tante tematiche e la curiosità olistica, alle volte giocano brutti scherzi, perchè si rischia di iniziare tutto e concretamente di non riuscire a concludere nulla. Bisogna in teoria scegliere cosa fare da grande, il fatto è che io sono già ben cresciuto ed ora mi sento assai coinvolto dall'ambito tecnologico e dunque spero, soprattutto, di essere un intermediario tra i vedenti, diciamo, o comunque tra tutti e proprio chi è non vedente come me, sia per mostrare quante cose si possono fare in autonomia, sia per avvicinare (e qui mi appello a sviluppatori, amanti di softwares etc...) la facilità e l'accesso all'uso completo della tecnologia anche da parte degli stessi non vedenti, che comunque si devono spesso scontrare con grafici, pagine poco accessibili e continui escamotage, per fare cose che, con il famoso click, in teoria si risolvono subito e questo poi non è sempre vero; in sostanza lo scopo o l'idea sono quelli di avvicinare i vedenti, sviluppatori di apps e siti, a renderle più accessibili, metendo dunque a disposizione la mia conoscenza delle Tecnologie Assistive (Assistive Tecnologies) di cui mi ritengo un buon conoscitore. Non parliamo poi delle Apps Mobili ed anche di quel mondo, davvero meraviglioso ed il cui approccio per me è stato direi facile, ma mi rendo conto che non è così per tutti. Quindi, spero, nel tempo, di mettere a disposizione la mia modestissima ed umile e piccola esperienza, mantenendo vivo ogni nuovo possibile fronte di apprendimento e confronto e conoscenza, tutti utili e sempre necessari, non si smette mai di imparare e neanche di confrontarsi. Dunque, spero di avervi con me, sempre più numerosi, lungo questo nuovo cammino! Inoltre, siccome la tecnologia non è soltanto procedure, tutorials su come usare un sistema operativo o su come riparare PC, ma offre anche molti strumenti di consultazione, visione, ascolto, cercherò di condividere con voi le mie impressioni e quindi files, contenuti multimediali o altro, non avranno soltanto attinenza tecnologica, ma qualcosa a che fare con la rete l'avranno. Anzi, sono benvenuticommenti, suggerimenti e proposte. Con il trascorrere del tempo, il sito ha preso la direzione informativa. Pur essendo da solo a gestire tutta questa mole di notizie, prometto di dare sempre il massimo per fornire tutte le notizie il più possibile aggiornate in tempo reale, relative a tantissime categorie: Mondo, Cronaca, Economia, Politica, Tecnologia, Scienza, Medicina, Spettacoli, Cinema, Musica, Cultura, Calcio e sport, Regione Piemonte, tutto, ma proprio tutto, sulla Juventus e molto, molto altro. Grazie a tutti!
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