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Naomi Klein contro Naomi Wolf, la sua doppelganger

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 1 Settembre, 2023, 02:15:20 di Maurizio Barra

Si dice spesso che ogni persona
ha un sosia, ma cosa succede quando il proprio ‘doppio’ diventa
un “gemello maligno”? Ne sa qualcosa Naomi Klein, l’attivista
canadese autrice di saggi celebri come No Logo che negli ultimi
anni e’ stata spesso confusa con la quasi omonima Naomi Wolf (Il
Mito della Bellezza), le cui esternazioni sui social sono di
recente virate verso posizioni di estrema destra tra
complottismo e no vax.
Lo scontro tra le due Naomi e’ diventato un libro,
Doppleganger, che la Klein dara’ alle stampe il 12 settembre con
Farrar Straus and Giraux: per anni la canadese aveva trovato
buffo di essere confusa con la Wolf, ma quando la sua quasi
omonima e’ scivolata nel mondo degli ultraconservatori, ospite
preferita di anchor di estrema destra come Tucker Carlson e
dell’ex stratega di Donald Trump, Steve Bannon, l’attivista
canadese ne ha avuto abbastanza.
Esponente di punta della terza ondata di femminismo, poi
consigliera dell’allora vicepresidente Al Gore, Naomi Wolf ha,
oltre il nome, punti in comune con Naomi Klein. “Scriviamo libri
con dietro grandi idee – io No Logo, lei Il Mito della Bellezza;
io Shock Doctrine, lei La Fine dell’America. Abbiamo entrambe
capelli castani che a volte diventano biondi per troppi colpi di
sole. Siamo tutte e due ebree”, scrive la Klein
nell’introduzione al libro. Inevitabile dunque che le due
identita’ siano state spesso confuse. Per la Klein, pero’, il
momento dell’illuminazione e’ stato quando, leggendo un articolo
sul Guardian sulla Wolf arrestata in una manifestazione a New
York “assieme al partner Avram Ludwig”, che la scrittrice, un
tempo sulle barricate di Occupy Wall Street, ha avuto una
illuminazione: Ludwig e’ suo marito.

   
Naomi Klein si e’ trovata cosi’ nel bel mezzo della
perturbazione emotiva provocata da quello che Sigmund Freud
descriveva come ‘il simile che spaventa’. Da questa esperienza
e’ nato il nuovo libro – il nono – della canadese: in cui la
Klein esamina la parabola che ha trascinato la Wolf – e tanti
altri come lei – da posizioni di sinistra illuminata in un
“mondo speculare”, popolato da colpi di stato mascherati da
stati di emergenza, no-vax e demagoghi.

   
Improvvisamente alle prese con un senso distorto della
realta’, la Naomi di No Logo ha scoperto un’ossessione nella
lettura delle minacce sui social e la catena senza fine di
insulti diretti all’altra Naomi. Tutto questo si e’
intensificato e amplificato durante il Covid quando
l’esposizione mediatica sui siti di estrema destra della Wolf,
un tempo ascoltata leader democratica, sono diventati sempre
piu’ frequenti e vistosi. Perche’ la sua sosia era finita su
posizioni cosi’ estremiste? Il libro della Klein e’ solo in
apparenza un saggio sulla Wolf: l'”altra Naomi” e’ il passaporto
per entrare nel ‘Mirror World’, un regno al tempo stesso
familiare e strano – spiega la casa editrice Penguin – dove voci
anti-establishment dell’estrema sinistra vengono cooptati
dall’estrema destra e dove quello che sembrava un enorme divario
tra evidenti opposti si e’ ridotto a una fievole linea di
demarcazione.

   

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