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Il salvataggio degli orsetti: stanotte si proverà con le reti. "Ho ucciso Amarena, non dormo più"

Tempo di lettura: 3 minuti

Ultimo aggiornamento 3 Settembre, 2023, 18:06:49 di Maurizio Barra

Una task force composta da Carabinieri forestali, Guardia parco, veterinari ed esperti (oltre 100 le persone coinvolte nelle ricerche), sta pensando di fare un tentativo utilizzando le reti, per la cattura dei due cuccioli dell’orsa Amarena, uccisa la sera del 31 agosto da un 56enne di San Benedetto dei Marsi. I cuccioli devono essere nutriti e portati al sicuro, hanno solo 7 mesi di vita e non possono sopravvivere senza la mamma, liberi in natura.

Si tratta però di un’operazione che può essere fatto solo al calare del buio. Un primo tentativo di prelevarli è purtroppo fallito: era stata predisposta una gabbia-trappola con esche all’interno. Cibo, ma anche batuffoli impregnati dell’odore di mamma Amarena. La commistione nell’area di odori di più soggetti può avere infastidito e impaurito i cuccioli.

“Le ricerche dei due cuccioli purtroppo, ad oggi, non hanno portato alla cattura dei due plantigradi – è il commento del sindaco di San Benedetto dei Marsi, Antonio Cerasani -; nella serata di ieri sono stati dapprima individuati e successivamente, almeno uno dei due, avvistato da alcuni passanti. Ogni giorno che passa diventa sempre più difficile gestire questa situazione emergenziale e di individuare i due mammiferi. Invito tutti a continuare a collaborare non intralciando le ricerche, – continua Cerasani – segnalando eventuali avvistamenti, anche nei paesi limitrofi, al 112, c’è ancora speranza. Ringrazio il personale delle varie unità presenti ieri che hanno svolto le ricerche, le quali, continueranno anche nella giornata odierna”.   Ieri tre squadre dei guardia parco insieme ai Carabinieri forestali hanno avuto due avvistamenti dei cuccioli, nel primo avvistamento i due i cuccioli erano insieme, mentre nel secondo è stato avvistato un cucciolo solo, si spera che i due non si siano separati. Le trappole con esche messe in giro per la città, non hanno funzionato ad attirare i due orfanelli.

“Ho ucciso Amarena, non dormo da 3 giorni, vivo una gogna” 

“Sono tre giorni che non dormo e non mangio, non vivo più, ricevo in continuazione telefonate di morte, messaggi; hanno perfino chiamato mia madre 85 enne, tutta la mia famiglia è sotto una gogna”. Così dichiara all’Ansa il 56enne indagato, con gli occhi lucidi nel piazzale della sua casa, li dove è avvenuto il fatto, mentre una parente fa da sentinella sul balcone, perché hanno paura di ritorsioni.

Annullata la manifestazione degli ambientalisti

l sit-in previsto oggi a San Benedetto dei Marsi per protestare contro l’uccisione con una fucilata dell’orsa Amarena, è stato annullato. Lo fanno sapere i carabinieri, la motivazione ufficiale è quella di non disturbare i cuccioli. La manifestazione era stata promossa col titolo ‘Giustizia per mamma orsa Amarena’ da uno dei più noti animalisti italiani, Enrico Rizzi. Con oltre mezzo milione di seguaci sui social, aveva promosso ieri l’iniziativa con una locandina che sta girando sui social ricevendo a quanto pare numerose adesioni. 

Intanto l’uomo che ha ucciso l’orsa all’interno della sua proprietà, ha denunciato presso la stazione dei carabinieri le minacce di morte ricevute nelle ore successive all’episodio.

“Ti uccidiamo”, “Farai la stessa fine dell”orsa”, “Anche la tua famiglia è in pericolo”. Queste e tante altre le minacce arrivate al telefono del 56 enne di San Benedetto dei Marsi indagato. Il suo difensore, fortemente preoccupato, sottolinea che l’assistito è distrutto per quanto accaduto, “non voleva uccidere, il colpo è partito istintivamente. Ora teme per la sua vita e per la sua famiglia. In queste ore sono arrivate telefonate minatorie”. Fuori l’abitazione dell’indagato è ancora attivo un presidio di sicurezza.

Spunta murales con cacciatore, subito cancellato

Giallo per un murales: era spuntato a poca distanza da casa dello sparatore di Amarena infatti un murales che ritrae un cacciatore che spara con la scritta ‘giustizia’, ma nel primo pomeriggio al Fucino subito dopo è stato cancellato con una vernice rossa.   

Intanto alcuni uomini girano di ronda vicino l’abitazione dell’indagato: “È una brava persona, ha sicuramente sbagliato ma basta con la persecuzione e l’istigazione all’odio – dichiara un parente – Qui non siamo pro o contro un orso qui noi stiamo parlando di un padre di famiglia, un lavoratore che non esce di casa da giorni e sta come uno straccio buttato a letto, che riceve quotidianamente minacce di morte; questo murales è una vergogna spero lo rimuovano subito”.    

 

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