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Operai travolti sui binari, si indaga sul nulla osta mai dato

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Ultimo aggiornamento 3 Settembre, 2023, 12:54:57 di Maurizio Barra

Nessuno aveva autorizzato l’avvio dei lavori al binario 1 della stazione di Brandizzo, nel Torinese, dove nella notte tra mercoledì e giovedì un treno in transito ha travolto e ucciso cinque operai. Lo confermano le immagini delle telecamere di videosorveglianza, le telefonate registrate e i dati documentali già in possesso della procura.

Antonio Massa, 46 anni di Grugliasco, l’addetto di Rfi al cantiere, è stato il primo a finire nel registro degli indagati. “E’ un uomo distrutto”, sottolineano negli uffici della procura di Ivrea. Lui stesso, sentito nelle ore immediatamente successive il disastro, mentre ancora si trovava in ospedale a Chivasso, ha ribadito più volte di avere “mandato a morire quei ragazzi”.

“Il cantiere è iniziato senza alcun nulla osta“, sottolinea la procuratrice capo d’Ivrea, Gabriella Viglione, confermando gravi violazioni della procedura di sicurezza prevista per i cantieri di manutenzione ferroviaria. Il sospetto è stato confermato dall’incrocio di tutti gli elementi già raccolti dagli investigatori. A partire proprio dalle telefonate intercorse tra Massa e la dirigente movimento della stazione di Chivasso. “Dalle prime indagini sono emerse irregolarità gravi nelle fasi precedenti al disastro, l’evento poteva essere evitato se solo la procedura fosse stata seguita correttamente”, ha detto la procuratrice capo. 

I lavori, infatti, erano previsti in quel tratto e in orario notturno, ma era necessario coordinarsi con la sala operativa in quanto era previsto il passaggio di tre treni: uno di linea, uno di servizio (quello che ha travolto gli operai) e un terzo convoglio all’una e mezza di notte. Stando alle registrazioni, alle 23.30, la sala operativa avrebbe fornito all’addetto Rfi a Brandizzo delle fasce orarie nel corso delle quali effettuare i lavori, in relazione ai previsti passaggi dei treni, ma nessun via libera ad avviare il cantiere.

Quando a mezzanotte, Massa richiama Chivasso per ottenere il nulla osta, il primo treno di linea è già transitato ed è possibile che sia stato erroneamente scambiato per il secondo che, invece, stava arrivando proprio in quel momento in stazione, a una velocità superiore ai 100 chilometri orari. Gli operai, a quel punto, si trovavano già sui binari, evidentemente autorizzati dal referente Rfi e dal capocantiere, ma senza alcun via libera dalla centrale. Nella telefonata, prima che la linea cada, si sente sopraggiungere il convoglio. Quando Massa, pochi secondi dopo, riesce a ricontattare la centrale di Chivasso, la tragedia si è già consumata.

Non è l’unico indagato: con lui c’è anche Andrea Girardin Gibin, 52 anni di Borgo Vercelli, capocantiere della Sigifer, l’azienda vercellese che aveva in appalto i lavori di manutenzione sui binari. Erano entrambi vicino al binario 1 quando il treno ha travolto i cinque operai. Saranno interrogati la prossima settimana a Ivrea. Per quanto riguarda i reati la procura indaga per disastro e omicidio colposo, ma non è escluso si arrivi a ipotizzare il dolo eventuale. 

Già nelle prossime ore, fa sapere la Procura di Ivrea, potrebbero inoltre essere indagate altre persone oltre ai due superstiti della strage

Per quanto riguarda i funerali dei cinque operai invece si dovrà attendere ancora qualche settimana, perché c’è un oggettivo problema con l’identificazione dei resti. Un pool specializzato di medici legali è al lavoro, con diverse tecniche, per riuscire a identificarli in maniera ragionevole: le procedure dureranno parecchio tempo. 

La ministra del Lavoro Calderone a Brandizzo

Sul luogo luogo del tragico incidente è arrivata la ministra del Lavoro, Marina Elvira Calderone. “Non siamo qui per fare passerelle”, ha detto la responsabile del dicastero. “Non ho chiesto di incontrare le famiglie perché è un dolore personale prima di tutto. Non cerchiamo alcun clamore mediatico. La nostra – ha aggiunto – è una presenza il più possibile sobria, è un momento di rispetto. Lasceremo fiori con un momento personale di raccoglimento”, ha spiegato la ministra, che ha sottolineato la necessità di capire la composizione dei nuclei familiari per definire gli aiuti e ha chiesto all’assessore regionale al Lavoro di verificare se ci sono bisogni lavorativi all’interno delle famiglie. 

Calderone ha poi ribadito l’impegno nell’accertare quanto accaduto e nel migliorare la sicurezza sul lavoro. “Ci sono indagini in corso delle autorità competenti che fanno bene il loro lavoro, ma il tema della sicurezza riguarda anche quanto ognuno è in grado di rispettare le prescrizioni. Ci sono errori e umane disattenzioni. È un tema su cui siamo attenti, abbiamo fatto interventi su decreto primo maggio e altri ne faremo” ha affermato Calderone, che ha proposto un progetto da avviare nelle scuole sul tema della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. 

Fiori e lumini davanti alla stazione di Brandizzo per ricordare le vittime

‘Riposate in pace cari colleghi’. E’ l’omaggio commosso di una decina di operai che poco fa sono venuti davanti alla stazione ferroviaria di Brandizzo per ricordare le vittime decedute nella notte tra mercoledì e giovedì investiti da un treno mentre stavano eseguendo interventi di manutenzione sui binari. Insieme al mazzo di fiori di rose e margherite bianche e azzurre hanno lasciato anche 5 lumini le cui fiammelle si riflettono su fiori e piantine che dal giorno della tragedia istituzioni e semplici cittadini lasciano a ricordo delle 5 vite spezzate mentre erano al lavoro.  

Chi erano le vittime del disastro

I cinque operai, Michael Zanera, 34 anni, di Vercelli, Giuseppe Sorvillo, 43 anni, di Brandizzo, Saverio Giuseppe Lombardo, 52 anni, di Vercelli, Giuseppe Aversa, 49 anni, di Chivasso e Kevin Laganà, 22 anni di Vercelli erano tutti lavoratori della società Sigifer di Borgo Vercelli, nel Vercellese e al momento dell’incidente stavano per iniziare la sostituzione di alcune rotaie.

I 5 operai morti sulla linea ferroviaria Torino-Milano Rainews24

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