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IA e minori, sharenting e privacy è ora di riflettere

Tempo di lettura: 3 minuti

Ultimo aggiornamento 8 Settembre, 2023, 20:16:00 di Maurizio Barra

Seppure rari, esistono già casi di
figli che denunciano i genitori per averli esposti
eccessivamente in tenera età sui social: il fenomeno è così
diffuso che esiste anche un termine definire questa tendenza
alla condivisione online costante da parte dei genitori di
contenuti che riguardano i propri figli con foto, video,
ecografie, storie. Si chiama sharenting e il neologismo deriva
dalle parole inglesi share, ossia condividere, e parenting,
genitorialità.

I pericoli dello sharenting e le conseguenze di un uso non
regolamentato delle “IA” saranno alcuni dei temi al centro degli
incontri della Privacy Week, la rassegna che si terrà a Milano
dal 25 al 29 settembre.

Circa 50 relatori in oltre 30 incontri discuteranno insieme di
potenziali soluzioni tecnologiche e politiche per proteggere la
privacy dei cittadini e delle implicazioni psicologiche ed
etiche della generale condizione di essere “esposti” durante la
navigazione online. Intanto, per chiunque abbia la curiosità di
farsi un’opinione, gli organizzatori suggeriscono un elenco di
testi, tra saggi, fiction e romanzi autobiografici, che
attraverso un linguaggio non tecnico, ma narrativo o in stile
saggistico, permettono di offrire spunti di riflessione su
queste tematiche che sempre più affollano il nostro quotidiano
social e digital.

In particolare, per quanto riguarda il temi della privacy dei
minori, si segnala, tra gli altri:
TUTTO PER I BAMBINI (Delphine de Vigan, Einaudi Supercoralli,
296 pp, 19 euro). L’autrice francese da sempre scrive racconti
su tematiche legate alla famiglia, agli adolescenti e alle sfide
contemporanee del parenting con uno stile avvincente: in questo
romanzo descrive la vita social tra stories, post e reel di una
famiglia parigina che improvvisamente si trova davanti a uno
sconvolgimento: la più piccola di casa scompare. Non si tratta
di un thriller o di un noir con risvolti inquietanti, l’intento
della scrittrice è di far riflettere il lettore attraverso una
storia verosimile, su come e quanto lo sharenting possa
influenzare comportamenti futuri e modi di pensare dei bambini
coinvolti. Il secondo livello di lettura è se da un punto di
vista giuridico si vada a ledere il diritto alla riservatezza
del bambino che forse, da adulto, potrebbe avere da ridire
rispetto al comportamento poco rispettoso della sua privacy da
parte del genitore.

I FIGLI DELL’ALGORITMO: SORVEGLIATI, TRACCIATI, PROFILATI DALLA
NASCITA, (di Veronica Barassi, edizioni Luiss, pp188, 18 euro) è
un saggio sul tema dello sharenting, che gira intorno alla maxi
domanda “dove finiscono i dati che condividiamo nella rete e
quale utilizzo ne viene fatto?”. Barassi – studiosa che ha
insegnato per molti anni Media, Communications, and Cultural
Studies alla Goldsmith University di Londra, prima di diventare
professoressa ordinaria all’Università di San Gallo, in Svizzera
– porta il suo contributo nell’ambito dei surveillance studies,
ovvero quel filone di studi di cui “Il capitalismo della
sorveglianza” di Shoshana Zuboff è il punto di riferimento
principale. “Per la prima volta stiamo creando una generazione
“datificata” da prima della nascita – scrive l’autrice. – I dati
dei nostri bambini vengono aggregati, scambiati, venduti e
trasformati in profili digitali, e sempre più utilizzati per
giudicarli e decidere aspetti fondamentali della loro vita”.

Siamo catapultati in un mondo nuovo, quello del capitalismo
della sorveglianza, che ha completamente riscritto i concetti di
libertà, privacy e controllo ma di cui nessuno ci ha informati
prima.

SEI VECCHIO. I MONDI DIGITALI DELLA GENERAZIONE Z” (di Vincenzo
Marino, Nottetempo, 155 pp, 15 euro) è un’indagine su abitudini
e passioni digital della GenZ scritto da un trentasettenne che
di lavoro si occupa di contenuti e che in occasione della
Privacy week parteciperà alla Privacy Night, la serata dedicata
al tema dello sharenting.

Cosa fanno i più giovani quando guardano incantati i propri
smartphone? Di cosa parlano fra loro? Cos’è che li entusiasma, e
quali sono i loro consumi culturali? Il tema guida è
l’intrattenimento online e quello che sicuramente colpirà i non
GenZ è scoprire che i giovani hanno moltissime passioni, ma
tutte nuove e decisamente diverse da quelle delle generazioni
precedenti. Un libro utile per tutti i genitori, gli adulti e i
boomer che non resistono all’idea di penetrare i segreti e le
dinamiche del mondo dei giovani, con un avvertimento: il rischio
di non capire, di rimanere delusi o di annoiarsi è molto alto.

 

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