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Manovra di bilancio, oggi vertice di maggioranza tra mille incognite

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Ultimo aggiornamento 6 Settembre, 2023, 14:25:15 di Maurizio Barra

L’appuntamento per i capigruppo della maggioranza è a Palazzo Chigi, oggi alle 18:30. L’atmosfera, non proprio delle più serene. Il vertice di maggioranza, in vista del prossimo Consiglio dei ministri di giovedì, ha infatti come obiettivo principale quello di definire i contorni della prossima manovra economica. Ma i margini di movimento saranno più stretti del previsto, perché è proprio dall’economia, quella italiana e quella mondiale, che arrivano le cattive notizie: i venti di recessione che spirano da noi come in Europa, il rallentamento della Cina, i prezzi del petrolio in netto rialzo dopo gli accordi in seno all’Opec+ per frenare la produzione, le borse in discesa.

Stando alle indiscrezioni della vigilia, il governo ha già pronte alcune misure “di bandiera” da presentare in tempi stretti: nuovi sostegni per arginare il caro bollette (quelli in vigore scadono a fine mese), un bonus benzina per i bassi redditi contro la corsa dei prezzi dei carburanti, un’ulteriore stretta sul superbonus, che in questi giorni è stato accusato di avere aperto una voragine nei conti pubblici, con correzioni per salvare i condomìni con lavori già avviati.

I partiti della coalizione, che guardano già alla campagna elettorale per le Europee del 2024, non nascondono richieste più ambiziose. 
“Misure per lavoro, imprese, famiglie, natalità, sostegno ai redditi più bassi” dice il capogruppo di Fdi, Lucio Malan. La Lega, del resto, riprende a cavalcare i suoi temi storici, a partire dall’autonomia. E Forza Italia vuole portare a casa sia il taglio del cuneo fiscale che l’aumento delle pensioni minime.

Palazzo Chigi insiste sulla linea della prudenza: le risorse sono poche e saranno dirottate sulle priorità. Quindi saranno declinate – almeno per ora – le impuntature sulle bandierine politiche dei singoli partiti. Alcuni capisaldi restano, anche se è da vedere quali saranno le scelte concrete: il taglio del cuneo fiscale, qualche forma di sostegno ai redditi più bassi, provvedimenti a tutela delle famiglie e per promuovere la natalità.

Ma il Ministero dell’Economia attende anche, da tutti i dicasteri ed entro il 10 settembre, proposte di tagli e risparmi. Con l’opposizione sul piede di guerra contro le ipotesi di tagli lineari, soprattutto nel settore delicato e centrale della Sanità pubblica e in quello delle pensioni. “I temi critici non sono mai risolti, i tavoli di discussione sono finti”, denuncia il leader della Cgil Maurizio Landini: “Sulle pensioni stiamo tornando alla versione peggiore della Fornero, la precarietà sta aumentando, sugli appalti non hanno cambiato nulla e rimane il problema del fisco e dei salari”.

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