Ultimo aggiornamento 7 Settembre, 2023, 00:41:11 di Maurizio Barra
Lungo le strade di Hackney, invase già dalle prime ore del mattino dai fan, è spuntata un po’ ovunque la “linguaccia”, storico marchio di fabbrica della band, che per l’occasione è stato reinterpretato dall’artista digitale filippina Paulina Almira come un diafano gioiello in frantumi.
Maestro di cerimonie Jimmy Fallon (Tonight Show, Saturday Night Live) che, all’interno dell’antica sala musicale edoardiana che un tempo ha visto esibirsi Charlie Chaplin e Stan Laurel, ha dialogato con Mick Jagger, 80 anni, Keith Richards, 79, e Ron Wood, 76, svelando alcuni dettagli dell’album che contiene 12 tracce ed è in uscita il 20 ottobre.
Finito di registrare nel dicembre del 2022, “Hackney Diamonds” è il primo album dopo la morte di Charlie Watts, avvenuta nel 2021, e include, in due pezzi, le parti registrate dal batterista prima della sua scomparsa. “L’album ha 12 tracce. La maggior parte sono con Steve (Jordan, ndr), ma due le abbiamo registrato nel 2019 con Charlie” ha spiegato Jagger.
La band ha composto l’album in diversi momenti e in varie località del mondo, tra cui gli Henson Recording Studios di Los Angeles, i Metropolis Studios di Londra, i Sanctuary Studios di Nassau, Bahamas, gli Electric Lady Studios di New York e gli Hit Factory/Germano Studios, sempre a New York.
A proposito del lavoro in studio, Keith Richards ha detto che quello “è il luogo in cui una band può riunirsi e scambiarsi idee senza alcuna interferenza” mentre “suonare dal vivo è l’altro Sacro Graal”.
Al termine della presentazione è stato lanciato il video del primo estratto, “Angry”, diretto da Francois Rousselet – che ha già collaborato con gli Stones per il promo di “Ride ‘Em On Down – e che vede protagonista Sydney Sweeney (The Ward – Il reparto, C’era una volta … Hollywood, The White Lotus, Euphoria).
I fan attendono questo momento dal 2016, anno in cui la band ha pubblicato “Blue & Lonesome”, raccolta di cover dei bluesmen (Howlin’ Wolf, Little Walter, Jimmy Reed) venerati dai giovanissimi Jagger e Richards e che nel 1962 furono all’origine della formazione delle Pietre Rotolanti.
L’anno scorso gli Stones hanno festeggiato i 60 anni di attività con un tour europeo (il quarantanovesimo della loro proverbiale longeva carriera) con Steve Jordan a rimpiazzare il compianto Watts alla batteria.
L’album è prodotto da Andrew Watt, vincitore di un Grammy nel 2021, già dietro i lavori di pop star come Justin Bieber e Miley Cyrus, che si è imposto negli ultimi anni come “regista” di progetti legati a grandi nomi del rock da Ozzy Osbourne a Eddie Vedder, fino a “Every Loser” ultimo impegno sulla lunga distanza di Iggy Pop.
Caratteristica delle produzioni di Watt è la presenza in studio di musicisti di livello e di ospiti d’eccezione. Le voci che danno Elton John e Paul McCartney duettare con Mick e soci in “Hackney Diamonds”, date per certe, non sono state tuttavia confermate oggi.
Secondo alcune fonti non ufficiali sarebbe stato proprio l’ex beatle a suggerire il nome di Watt a Ron Wood per superare le tensioni, non nuove in studio, tra Jagger e Richards circa la direzione del progetto la cui gestazione dura almeno dal 2016.
Un ritorno certo è invece quello di Bill Wyman, il bassista storico delle Pietre Rotolanti che aveva abbandonato nei primi anni Novanta e che torna oggi, chiamato a contribuire a un album che è prima di tutto, un tributo a Charlie Watts. I due sono stati il motore del gruppo negli anni d’oro e durante la presentazione Mick Jagger confermato che il line-up originale è presente al completo in un brano di “Hackney Diamonds”.
L’evento londinese è stato il culmine di una campagna di “guerrilla marketing” dal sapore retrò iniziata il 17 agosto con il finto annuncio dell’apertura di un negozio di riparazioni di vetri pubblicato sul foglio locale, l’Hackney Gazette.
Il titolo dell’album allude all’espressione “Dalston diamonds” con cui i londinesi indicano il vetro in frantumi sulla strada, in particolare quello dei parabrezza spaccati delle auto rapinate (Dalston è una zona di Hackney). Solo diversi giorni dopo, un post su X (Twitter) di Simon Harper co-fondatore della rivista Clash, ha attratto l’attenzione di un forum di fan della storica band inglese accendendo la miccia della promozione.
Contemporaneamente filtravano le prime illustrazioni di Paulina Almira, l’artista digitale filippina che, con il suo stile surreale, coloratissimo e sottilmente inquietante, è l’autrice dell’artwork dell’album.
La settimana scorsa, un ‘teaser’ volutamente frustrante proponeva una manciata di secondi di “Angry”. Il sito dedicato fingeva difficoltà di caricamento del brano a causa dell’intenso traffico e, ai curiosi che hanno sbirciato il codice della pagina, proponeva il celebre logo della linguaccia in formato arte ASCII con la promessa: “Buone cose arrivano a chi aspetta”.
La tracklist di “Hackney Diamonds”
Angry
Get Close
Depending on You
Bite My Head Off
Whole Wide World
Dreamy Skies
Mess It Up
Live by the Sword
Driving Me Too Hard
Tell Me Straight
Sweet Sounds of Heaven
Morning Joe Cues
