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Forte terremoto in Marocco, almeno 632 morti

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 9 Settembre, 2023, 21:20:26 di Maurizio Barra

Sono 632 le vittime del terremoto in
Marocco, o almeno questo è l’ultimo devastante bilancio, che
rischia di aggravarsi, nella mattina che segue la notte di
terrore tra i crolli e il panico per il sisma di magnitudo 7 che
ha colpito una zona a circa 70 chilometri da Marrakesh. Al
momento si contano 329 feriti, tra questi “nessun italiano” ha
affermato il ministro degli Esteri Antonio Tajani che è in
contatto costante con l’ambasciata a Rabat e il consolato a
Marrakech per dare massima assistenza ai nostri connazionali: ne
risultano circa 200 sul territorio nazionale. “La prima cosa
importante è contattare tutti gli italiani. Seguiamo minuto per
minuto l’evolversi per la situazione”, ha sottolineato il
titolare della Farnesina. Mentre la premier Giorgia Meloni ha
garantito “la piena disponibilità dell’Italia a sostenere il
Marocco in questa emergenza”. Una vicinanza a Rabat espressa da
più parti, a partire dall’Ue che si dice pronta a fornire al
Marocco “tutta l’assistenza necessaria”. Le condoglianze
arrivano da più parti, anche da Vladimir Putin che le ha rivolte
al “popolo amico” del Marocco dopo il terremoto. E dal
presidente ucraino Volodymyr Zelensky. I sismografi hanno
registrato la scossa alle 23.11 di venerdì 8 settembre.

   
L’epicentro è stato localizzato nel centro del Paese, a 16
chilometri del villaggio Tata N’Yaaqoub, nel municipio di Ighil,
72 chilometri a sud-ovest di Marrakesh. La scossa però è stata
sentita lungo tutta la dorsale dell’Atlante, a Merzouga, una
delle porte del deserto, Taroudant, Essaouira e Agadir e
dall’altro versante della catena montuosa a Casablanca, fino a
Rabat. Il movimento ondulatorio è durato circa 30 secondi. Poi
la difficoltà nel raccogliere le informazioni dai territori più
remoti, come i paesi che punteggiano l’Atlante che sono molto
poveri, spesso senza collegamento internet, dove le case sono
costruite con il caratteristico muro a pisé, realizzato in
paglia, fango e sassi. Da subito poi grande paura nella medina
di Marrakesh, dove le parti più fragili delle mura che
circondano il centro storico sono crollate. Si segnalano danni
anche nella kasbah e crolli di abitazioni nella zona a nord est.

   
Nella città nuova ci sono crepe nel campanile della chiesa
cattolica di Gueliz. Crolli di facciate a Essaouira, sull’Oceano
atlantico e a Ouarzazate, nel centro Sud.

   

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