Ultimo aggiornamento 9 Settembre, 2023, 04:34:44 di Maurizio Barra
(dell’inviata Mauretta Capuano)
Lavora a un nuovo libro
Zerocalcare ed è in arrivo, a ottobre, una raccolta di tavole
dei suoi personaggi che si chiamerà Enciclopaedia Calcarea,
pubblicata sempre dal suo editore BaoPublishing.
“È una specie di enciclopedia dei personaggi sia delle serie che
dei cartoni, con delle tavole inedite e delle parti di
intervista, di racconto della relazione tra le persone vere e i
personaggi che saranno una settantina. Ci sono tutti Secco,
Sarah, mia madre, ma anche quelli minori comparsi in meno storie
o con il blog. Anche se con il filtro del fumetto uno li vede
come personaggi di finzione, sono pezzi della mia vita a volte
in maniera molto esplicita, altre più mascherata, ma per me è
come un album di famiglia a cui tengo molto” racconta all’ANSA
Zerocalcare.
Grande e atteso protagonista al Festivaletteratura di Mantova di
due incontri: uno con Luigi Manconi dedicato al carcere e un
altro sulla sua produzione tra nuova serie tv, libri, fumetti e
la grande mostra Dopo il botto alla Fabbrica del Vapore di
Milano, Michele Rech, vero nome di Zerocalcare, dopo ‘No Sleep
Till Shengal’ si sta dedicando anche a un nuovo libro che questa
volta non sarà sui curdi. “È una storia familiare, mai esplorata
in passato, molto intima per certi versi. Sono arrivato a pagina
diciotto. Vorrei che fosse una cosa completamente diversa da
quello che ho fatto finora” rivela.
“Il mio impegno per i curdi resta sempre, ma non
mi va di fare il curdologo nella vita. Penso che non farei
neppure un buon servizio ai curdi se facessi quello che parla
solo di loro” spiega Zerocalcare che i fan inseguono per avere
una sua dedica su un libro, su un foglietto e come sempre lui la
disegna con piacere.
E nuove serie tv? “Adesso l’idea di rinfilarmi in quel
tritacarne mi sembra orribile, però è una cosa che mi piace e
prima o poi vorrei raccontare altre storie con quel mezzo”.
Il suo mondo creativo si è sempre più espanso ma Michele Rech ci
vede “una certa continuità: il fumetto ha molto a che vedere
con l’audiovisivo. Spesso i fumetti sembrano gli storyboard dei
film. A me quello che interessa è raccontare una storia. Farlo
anche con mezzi diversi, una volta fumetti, un’altra una serie è
qualcosa che mi viene abbastanza naturale. La mostra è diverso,
serve a mettere un punto e a fare una ricapitolazione degli
ultimi anni, ma non vorrei fosse una roba continua. Mi piace
l’idea che succeda una volta ogni tanto” racconta.
Del suo pubblico, cambiato nel corso del tempo spiega: “è
successo anche con le serie Netflix. La prima ha avuto un
successo molto ampio, abbastanza trasversale. La seconda, Questo
mondo non mi renderà cattivo, che era molto più divisiva, ha
creato una serie di malcontenti. Le persone lo sanno come la
penso, se decidono di continuare a leggermi sanno che possono
trovare un punto di vista che non è quello loro. In realtà
Questo mondo non mi renderà cattivo doveva essere la prima, poi
ho pensato che era meglio farne un altra prima e preparare il
terreno. Lo avevo chiaro da subito. Era il mio grande piano
quinquennale”.
Il fumettista che indossa una T-Shirt con la scritta ‘Tuttomale’
dall’album di Giancane, oggi non si sente rappresentato da
nessuno. “Negli anni anche il discorso progressista è stato
schiacciato su posizioni come l’antiberlusconismo e hanno perso
la barra su una serie di concetti all’ordine del giorno, il
carcere è il principale. Non ci sono tante opzioni
nell’immaginario delle persone per cercare di vivere meglio
tutti. Quello che vince mi pare sia cercare di salvarsi
individualmente, sgomitando con quelli che ti stanno accanto. La
società che ne esce fuori è brutta”.
Travolto dal successo, la maggior parte di energia che
Zerocalcare spende “è per cercare di rimanere con la barra
dritta quanto è più possibile. Vengo da un mondo di talebani e
io stesso sono un talebano. Se penso al me stesso sedicenne che
guarda il me stesso di adesso comunque non lo so come mi
giudicherebbe” dice.
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