Ultimo aggiornamento 10 Settembre, 2023, 03:28:17 di Maurizio Barra
(dell’inviata Mauretta Capuano)
Ci fa vedere ancora una volta gli
aspetti meno esplorati, strani e a volte inquietanti della
realtà che ci circonda la messicana Guadalupe Nettel, tra le più
importanti scrittrici latinoamericane di oggi, al
Festivaletteratura di Mantova con La vita altrove, otto racconti
che escono in anteprima mondiale per La Nuova Frontiera nella
traduzione di Federica Niola.
Delicata e sorridente, Nettel, nata nel 1973 a Città del
Messico, ha una scrittura incisiva, che si muove tra reale e
fantastico e ci porta fuori dai confini prestabiliti. “Appena
superiamo i confini sentiamo un certo disagio e difficolta. La
letteratura ci fa uscire dalla zona di comfort in cui ci
troviamo. C’è una linea che separa la realtà dalla fantasia e la
letteratura ci permette di superarla mille volte. È il luogo
perfetto dove immaginare mondi diversi, per mettersi nei panni
di persone che non avresti mai pensato” dice Guadalupe Nettel.
“Nella raccolta Petali e altri racconti scomodi ho cercato di
descrivere la bellezza del mostro. Volevo far ricadere
all’interno di tutto questo la salute mentale, le depressioni,
diverse anomalie e tutti quegli aspetti che si vorrebbe
nascondere o tenere controllati. La bellezza non è solo quello
che consideriamo tale, è una cosa molto ampia. In ognuno di noi
c’è un mostro” afferma Nettel.
La famiglia con i suoi segreti e aspettative attraversa le
otto storie di questo nuovo libro La vita altrove in cui sono
grandi protagonisti anche il mondo animale e vegetale.
“Conoscere altre specie permette di conoscere meglio noi stessi.
Il racconto della pianta che sta male l’ho scritto dopo la morte
di mio padre nel 2015, anche se lui non appare mai. Le storie di
questo libro non sono autobiografiche anche se alcune hanno
riferimenti alla mia vita come la pandemia, altre meno. La
famiglia è il tema centrale del libro all’interno della coppia o
della società” racconta la scrittrice.
Com’è cambiato il rapporto con la maternità?” Il dibattito
creativo e sempre più aperto e la domanda centrale è ‘voglio
diventare madre perché è un mio desiderio o voglio diventarlo
perché mi viene imposto dalla società?’ E poi quale forma di
maternità voglio vivere?” dice la scrittrice. “La ribellione per
me è naturale, ma l’uomo ancora non sopporta veramente l’idea
della donna libera. Il femminicidio è una forma di disprezzo nei
confronti della donna che diventa un oggetto. In Messico la vita
di un uomo vale tre volte di più di quella di una donna. Quando
diventeremo più indipendenti saremo in grado di essere al
sicuro” sottolinea.
Autrice di romanzi come La figlia unica, selezionato tra i
sei libri finalisti all’International Booker Prize 2023, de Il
corpo cui sono nata e di fortunate raccolte di racconti come
Bestiario sentimentale, Nettel ha sempre avuto una grande
passione per la forma di narrazione breve. “È una questione di
tradizione sudamericana. Io ho scelto questo genere come
lettrice da quando ero bambina. Nella scrittura alterno sempre
romanzi e racconti. Ho scritto due romanzi e ora sono tornata
ai racconti. Il prossimo sarà un romanzo a cui sto pensando”.
Si rispecchia nel realismo magico? Sono sicuramente cresciuta
in quello che chiamiamo realismo magico. Julio Cortazar ha avuto
un grande impatto su di me come lettrice e scrittrice, il mio
realismo magico assomiglia al suo dove il magico appare in
situazioni normali” spiega. Nel Torpore, il racconto che chiude
la raccolta, ha raccontato la paura del Coronavirus. “Viviamo in
un un mondo che si sta distruggendo, in cui tutto è controllato.
Ci stiamo muovendo in questa direzione. Il torpore lo ho scritto
in piena pandemia. Volevo raccontare la paura di essere
controllati, di un virus. Ho voluto lasciare una sorta di
testimonianza” racconta.
E cosa pensa delle presidenziali messicane 2024 che vedranno
sfidarsi due donne? “È surreale. Non abbiamo mai vissuto un
momento come questo. Negli ultimi cinque anni abbiamo assistito
a tante proteste da parte delle donne in Messico che in questo
periodo hanno avuto un ruolo centrale. Spero che la situazioni
migliori e le disuguaglianze scompaiano o migliorino” e dice che
“ora no, ma forse in futuro” questo momento politico le potrebbe
ispirare un romanzo.
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