Aggiornamenti, Cinema, Notizie, Spettacoli Musica e Cultura, Ultim'ora, VIAGGI E VACANZE: TUTTE LE NOTIZIE IN TEMPO REALE, VIDEO NOTIZIE

Pala Macinghi del Verrocchio torna in sua chiesa del Fiorentino

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 11 Settembre, 2023, 23:38:13 di Maurizio Barra

La pala Macinghi, capolavoro del
Verrocchio, maestro di Leonardo, torna nella chiesa di San
Martino a Strada a Grassina, nel Comune di Bagno a Ripoli
(Firenze), dopo quasi un anno di assenza. La grande tavola,
raffigurante la Sacra conversazione con i Santi Zanobi,
Francesco, Giovanni Battista e Niccolò, è di proprietà delle
Gallerie degli Uffizi ma da circa un secolo orna l’altar
maggiore della chiesa. Nell’ultimo anno però, ricordano gli
Uffizi in una nota, è stata all’Opificio delle Pietre Dure per
essere sottoposta a un restauro, terminato il quale è andata in
mostra prima agli Uffizi e poi a Perugia, dove è stata esposta
nell’ambito della retrospettiva sul Perugino, nel
cinquecentenario della morte, organizzata dalla Galleria
nazionale dell’Umbria.

   
Domani, 12 settembre, il suo ritorno nella chiesa di San
Martino a Strada sarà festeggiato con una messa celebrata dal
cardinale e arcivescovo di Firenze Giuseppe Betori. “La chiesa
di San Martino a Strada, nel giorno in cui la Chiesa celebra il
Nome santissimo della Beata Vergine Maria, torna ad accogliere
la tavola Macinghi – commenta Betori – che ammiriamo ora in
tutta la sua bellezza, dopo un accurato restauro. Grazie alla
concessione della Galleria degli Uffizi, nell’ambito del
progetto Uffizi Diffusi, l’opera viene così riproposta nel
contesto liturgico e devozionale per cui fu pensata”.

   
Il direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt,
ricorda che “i depositi degli Uffizi non sono solamente nel
museo, ma possono essere anche esterni, ovvero sparsi nel mondo,
spesso in uffici pubblici o in ambasciate. E poi ci sono
depositi come quello di San Martino a Strada, dove all’inizio
del Novecento venne mandata la pala Macinghi di cui si conosceva
poco, ma che ha attirato la devozione dei fedeli e l’attenzione
degli studiosi. Ritornando nella chiesa dopo un lungo restauro e
dopo esser stata esposta in due sedi prestigiose, la magnifica
opera collega di nuovo il museo al territorio, diventando un
caso esemplare del progetto Uffizi diffusi”.

   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

source

La Tua opinione è importante! Vota questo articolo, grazie!
No votes yet.
Please wait...

Vuoi scrivere, commentare ed interagire? Sei nel posto giusto!

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.