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Croce Rossa: "Servono 100 mln di euro per le emergenze". Rabat nella polemica

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Ultimo aggiornamento 12 Settembre, 2023, 16:56:39 di Maurizio Barra

Dopo la quinta notte all’addiaccio nelle zone colpite dal terremoto di venerdì scorso, in Marocco si continua a scavare sotto le macerie per recuperare le vittime – quasi 3000 – 2900 per la precisione, secondo l’ultimo bollettino ufficiale. A questi si aggiungono 5.530 feriti. Lo rendono noto i media di Rabat. I decessi hanno raggiunto quota 1.643 nella provincia di Al Haouz, la più colpita, mentre non sono stati registrati nuovi decessi nelle restanti prefetture e province interessate. “Le autorità continuano i loro sforzi per salvare ed evacuare i feriti e sgomberare le strade danneggiate dal terremoto”, viene spiegato per quello che è stato considerato il più imponente per magnitudo (6.8) degli ultimi 60 anni dopo quello di Agadir. 

Nelle aree colpite manca tutto: acqua, elettricità, cibo e medicinali. I marocchini scavano a mani nude insieme alle squadre di soccorso, alcuni hanno dovuto scegliere chi salvare da quello che restava delle proprie case crollate, se i figli o i genitori o gli amici. Come tutti i grandi terremoti, è probabile che le scosse di assestamento continuino nei giorni e nelle settimane a venire, mettendo ulteriormente a rischio i cittadini. Sta tornando a casa – invece –  la famiglia italiana bloccata sui Monti dell’Atlante. I tre turisti, padre, madre e figlio di 15 anni, in Marocco dal 31 agosto per una vacanza.

La Federazione internazionale delle società della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa (Ifrc) ha lanciato oggi un appello per raccogliere fondi per circa 100 milioni di euro per sostenere le operazioni di soccorso. “Abbiamo bisogno di 100 milioni di franchi svizzeri (105 milioni di euro) per poter rispondere ai bisogni più urgenti”, come sanità, acqua, servizi igienico-sanitari, ha dichiarato la direttrice delle operazioni della Firc, Caroline Holt, durante una conferenza stampa a Ginevra.

 

 

Il Regno nordafricano guidato da Mohamed VI che è spesso all’estero anche per motivi di salute, è entrato in una difficile impasse: il Re non si è ancora visto sulle zone devastate mentre aumentano le vittime e si registra un numero troppo limitato di squadre di soccorso straniere sulla corsa contro il tempo per trovare eventuali superstiti sulle montagne dell’Atlante, dove molti villaggi rimangono ancora inaccessibili. Le autorità marocchine hanno affermato di avere “risposto favorevolmente” alle offerte di aiuto delle squadre di ricerca e soccorso di Spagna, Qatar, Gran Bretagna ed Emirati Arabi Uniti, ma non hanno ancora accettato ulteriori proposte di aiuto da altri paesi nonostante la natura urgente della situazione. 

Paesi come Italia, Francia, Stati Uniti e Turchia, hanno offerta la loro disponibilità immediata a fornire assistenza, ma non hanno ricevuto il nullaosta di Rabat. L’agenzia di stampa statale marocchina ha affermato che le autorità di Rabat “hanno effettuato una valutazione precisa dei bisogni sul campo, dato che il mancato coordinamento in tali situazioni potrebbe essere controproducente”. Il re del Marocco Mohammed VI nel frattempo ha ringraziato i paesi amici per le loro offerte di aiuto e non esclude la possibilità di accettare l’aiuto di altri paesi

La vicenda è particolarmente rilevante per quanto riguarda la proposta della Francia, un paese che con il Marocco vanta uno stretto rapporto politico, storico e diplomatico per il fatto che per oltre quarant’anni è stato un protettorato francese, di fatto una colonia. Eppure il presidente Emmanuel Macron dal G20 di New Delhi è stato tra i primi a esprimere la disponibilità del suo Paese, ricordando che milioni di cittadini francesi hanno radici marocchine e familiari nelle regioni colpite dal terremoto e si tratta di una “tragedia che tocca nel profondo il popolo francese”. Anche la Turchia, colpita recentemente da un terribile sisma che ha causato 60mila morti, ha offerto esplicitamente il proprio aiuto al Marocco senza ottenere risposta positiva. “Il Marocco ha ricevuto offerte e ha scelto quelli più vicini con cui ha rapporti di vicinanza. Noi abbiamo dato la disponibilità e stiamo facendo lo stesso con la Libia. L’Italia è a disposizione per fornire tutto ciò che serve a questo Paese”, ha detto dall’Italia Antonio Tajani.

“Una volta individuata la necessità, comunichiamo con coloro che hanno fatto l’offerta corrispondente a quella necessità per dire loro di fornire quell’aiuto” ha poi puntualizzato, la risposta di Rabat. 

Unicef: almeno 100.000 bambini colpiti dal terremoto

Le prime notizie indicano che circa 100.000 bambini sono stati colpiti dal potente terremoto. Le Nazioni Unite stimano che più di 300.000 persone siano state colpite a Marrakech e nelle montagne dell’Alto Atlante. Sebbene l’UNICEF non conosca ancora il numero esatto di bambini uccisi e feriti, le ultime stime del 2022 indicano che i bambini rappresentano quasi un terzo della popolazione del Marocco. Migliaia di case sono state distrutte, costringendo le famiglie a dormire all’addiaccio. Scuole, ospedali e altre strutture mediche ed educative sono state danneggiate o distrutte dalle scosse, con un ulteriore impatto sui bambini. 

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