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Derna, la città distrutta dal ciclone che fu modernizzata a inizio '900 dai colonizzatori italiani

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 13 Settembre, 2023, 01:30:22 di Maurizio Barra

Derna, sommersa dall’acqua e distrutta dalla furia del vento, con il tragico strascico di migliaia di morti e dispersi, è una città sulla costa libica del Mediterraneo, a meno di mille chilometri da Capo Passero, in Sicilia. Diventò quella che è stata fino alle inondazioni di questi giorni grazie all’opera degli italiani, che nei primi decenni del XX secolo la trasformarono in una città moderna.

All’antico nucleo urbano, che sorgeva a mezzo chilometro dalla costa, aggiunsero verso il mare un nuovo quartiere europeo, con strade regolari e edifici pubblici e privati. Il centro antico è costituito da due quartieri divisi dal fiume, fin dal 1916 congiunti con un ponte costruito dai colonizzatori giunti da Roma. Durante il periodo coloniale, Derna era la seconda città della Cirenaica, dopo Bengasi, e nel 1939 venne costituita in Provincia italiana e ufficialmente unita, insieme alle altre tre province libiche, al Regno d’Italia. Dopo la sconfitta nella Seconda guerra mondiale, gli oltre 3.000 italiani che abitavano la città la abbandonarono.

La storia di Derna parte da lontano: la dominarono greci, romani, bizantini e arabi. È stata una città di occupazioni e dominazioni. Fu anche capitale della Cirenaica, una delle province più ricche degli “Stati barbareschi”. All’inizio dell’Ottocento, il generale statunitense William Eaton marciò per 500 miglia attraverso il deserto e la conquistò durante la guerra contro i pirati.

La sede del Banco di Roma nella città di Derna, circa 1940 GettyImages

La sede del Banco di Roma nella città di Derna, circa 1940

Truppe tedesche nella citta di Derna in Libia, circa 1941 GettyImages

Truppe tedesche nella citta di Derna in Libia, circa 1941

Riunita, come tutta la Cirenaica, al Fezzan e alla Tripolitania nel Regno Unito di Libia, poi rovesciato dal colpo di Stato di Muhammar Gheddafi, la città è rimasta sotto il controllo di Tripoli, capitale prima del Regno e poi della Giamahiria del Colonnello.

Nel 2014 è stata occupata da gruppi di jihadisti, dai quali fu liberata dalla milizia cittadina, i mujahideen, per diventare subito dopo bersaglio dei bombardamenti aerei del generale Haftar che, intenzionato a smantellare la presenza islamista in Cirenaica, l’ha conquistata nel 2018.

La costruzione di una delle dighe crollate, che hanno riversato oltre 33 milioni di metri cubi d’acqua sulla città, risalirebbe a metà del 1980 (epoca di Gheddafi) con una commessa affidata all’ex Jugoslavia, secondo alcune ricostruzioni. L’opera è stata al centro di diverse polemiche, in passato: l’area in cui fu realizzata non sarebbe stata idonea.

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