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Superbonus, Giorgetti: "Pagato da tutti, è servito al 3%, anche seconde e terze case e 6 castelli"

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Ultimo aggiornamento 13 Settembre, 2023, 19:01:44 di Maurizio Barra

“Se da una parte la stima dell’impatto macroeconomico del Superbonus 110 è incerta, dall’altra parte, la quantificazione dei costi per le finanze pubbliche è certa e dovrà darsene conto anche nella prossima nota di aggiornamento al Def. Valga un dato per tutti: misure pagate da tutti gli italiani hanno interessato meno del 3% del patrimonio immobiliare esistente. Prime, seconde, terze case, al mare, ai monti, di ricchi e di poveri e anche 6 castelli”. Sono i dati forniti dal ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, in una risposta sul superbonus al question time alla Camera.

“Non è intenzione del governo procedere alla proroga delle misure relative agli interventi nelle forme finora conosciute”, ha detto chiaramente il ministro.

“Diverse istituzioni, associazioni e centri di ricerca – ha spiegato Giorgetti – hanno rilevato il carattere espansivo del Superbonus e delle altre misure di incentivazione edilizia, ma gli stessi studi hanno anche sottolineato come le valutazioni di impatto di tali misure siano soggette a un ampio margine di incertezza. Ciò è confermato dalla significativa variabilità dei risultati prodotti. Inoltre, non si può tralasciare che il contributo alla crescita deve essere necessariamente analizzato alla luce dei costi per il loro finanziamento. Come ogni politica pubblica, essa deve essere, cioè, sottoposta a una rigorosa analisi costi-benefici. Come specificato tra gli altri da Banca d’Italia, l’effetto espansivo verosimilmente non è stato tale da rendere lo strumento a impatto nullo per il conto economico delle amministrazioni pubbliche. A questo bisogna aggiungere che i maggiori investimenti per abitazioni hanno, nella migliore delle ipotesi, sostituito, e nella peggiore, spiazzato alcune delle spese che – ha concluso – si sarebbero realizzate anche in assenza del Superbonus tramite l’aumento dei prezzi nel settore”.

“Il mercato di acquisto dei crediti è  ripartito grazie anche all’impegno del governo e alle certificazioni  della natura di tali crediti e proprio per questo sono allo studio  dell’esecutivo strumenti attraverso i quali consentire la verifica  della bontà di quelli ancora in possesso dei cittadini e sorti nel  periodo antecedente l’introduzione dei vincoli di appropriatezza”, ha spiegato Giorgetti.

“Tale circostanza – ha aggiunto – dovrebbe contribuire a rimuovere gli  ostacoli frapposti alla loro cessione”.

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