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Nasce sulla barca dei migranti e muore poco dopo: nuovo dramma a Lampedusa

Tempo di lettura: 4 minuti

Ultimo aggiornamento 16 Settembre, 2023, 11:03:11 di Maurizio Barra

Anche oggi le prime luci dell’alba restituiscono sulla coste di Lampedusa il dramma della morte di un neonato. 

Questa volta si tratta di un bambino partorito durante la traversata, a bordo di un barchino che ospitava la madre e circa altri 40 migranti. Quando sono stati soccorsi dalla motovedetta, i soccorritori non hanno potuto che constatarne il decesso, avvenuto forse per gli stenti. Il suo cadavere è giunto al molo Favarolo per poi essere adagiato in una bara bianca e portato al cimitero di contrada Imbriacola. Dalle prime notizie una persona è stata portata al Poliambulatorio dell’isola, verosimilmente si tratta della mamma del piccolo. 

La morte del nascituro arriva ad appena tre giorni di distanza da quella di un altro neonato di appena cinque mesi, che non è sopravvissuto al viaggio dalla Guinea con una mamma non ancora maggiorenne.

Questo sabato si preannuncia come una giornata calda di sbarchi, all’interno di una settimana che ha registrato punte record di approdi (su tutti, gli oltre cinquemila giunti a Lampedusa il 12 settembre). Da mezzanotte alle otto del mattino di oggi sono 225 i migranti che hanno toccato suolo italiano: a bordo di sette diversi natanti partiti da Sfax e da Zwara, sono stati agganciati da una motovedetta della Guardia di finanza. Gli stranieri tratti in salvo hanno riferito di essere originari di Egitto, Siria, Sudan, Guinea, Camerun e Costa d’Avorio. 

La Croce Rossa rende noto che sono circa 2.500 le persone presenti stamattina nel centro di accoglienza di Contrada Imbriacola. Volontari e operatori stanno continuando incessantemente a garantire beni di prima necessità e prima accoglienza. “La situazione è governata come sempre da quello che per noi è un principio ineludibile, l’umanità che contraddistingue l’operato di tante e tanti volontari che a Lampedusa ma non solo sono impegnati a sostenere ed aiutare le persone migranti che sbarcano ma anche le comunità locali. Lampedusa ce la farà anche questa volta a essere esempio di quell’Italia che sa essere luogo che onora la propria storia che è fatta anche di quel volontariato operoso e amico della speranza di vita”, sottolinea la Croce Rossa Italiana in una nota.

Ieri sull’isola sono stati 15 gli sbarchi per un totale di 527 persone: all’hotspot di contrada Imbriacola ci sono, al momento, 2.796 ospiti mentre, su disposizione della Prefettura di Agrigento, nelle prossime ore la polizia inizierà a scortare 400 degli ospiti al porto, verranno imbarcati sul traghetto di linea Galaxy per Porto Empedocle. Sono in corso di pianificazione poi, per il pomeriggio e la serata, altre partenze.

Tensioni sull’isola

E intanto cresce la tensione sull’isola, dove alcuni manifestanti si stanno muovendo verso Capo Ponente per bloccare la realizzazione della tendopoli: “Andiamo in massa – ha gridato ai concittadini Giacomo Sferlazzo del movimento Mediterraneo Pelagie, che per giorni ha tenuto un sit-in davanti al municipio –  Spostiamoci tutti perché non deve essere creata nessuna tendopoli, altrimenti tutti abbandoneremo l’isola”.  Si sta decidendo come organizzarsi perché il blocco stradale in via Vittorio Emanuele, nei pressi del Municipio, dovrà essere mantenuto, secondo gli organizzatori della protesta. “La situazione è gravissima, si vogliono prendere l’isola. Chiamate i parenti, gli amici, la situazione è gravissima. Salviamo casa nostra, salviamola”.

La Diciotti diretta al porto di Reggio Calabria. Arresti a Augusta

Ed è diretta verso il porto di Reggio Calabria la nave militare Diciotti con a bordo gli oltre 700 migranti che ha soccorso nella notte.  

Sono 476 i migranti arrivati ieri sera al porto di Augusta e provenienti da Lampedusa. Cinque di loro sono stati arrestati dalla polizia di Siracusa. Al termine delle operazioni di identificazione, il personale della Squadra mobile ha scoperto che gli stranieri, tutti di nazionalità tunisina, avevano fatto rientro illegale in Italia: su di loro pendeva un provvedimento che ne impediva il reingresso. Il tribunale di Siracusa ha disposto la liberazione dei migranti, emettendo il nulla osta per l’espulsione dal territorio nazionale.

Al porto di Salerno 181 migranti, 14 i respinti. Fermati due scafisti 

Due presunti scafisti, sbarcati giovedì scorso nel porto di Salerno dalla nave mercantile Bbc Edge insieme con 181 migranti (di cui 163 uomini, 18 donne e 37 minori) sono stati sottoposti a fermo dalla Squadra Mobile e dalla Guardia di Finanza di Salerno. Si tratta di due tunisini – M.H. e di B.T. , nati rispettivamente nel 1978 e nel 1968 – indagati per organizzazione e gestione illegale dell’ingresso nel territorio nazionale di cittadini stranieri. Entrambi sono stati condotti nella casa circondariale di Fuorni. Sei loro connazionali, tornati in Italia dopo una precedente espulsione, sono stati invece arrestati ed espulsi dall’autorità giudiziaria al termine di processo celebrato con il rito per direttissima: cinque di questi sono stati condotti dalla Guardia di Finanza nel centro di permanenza per i rimpatri di Gradisca di Isonzo (Gorizia). Altri 14 tunisini stati raggiunti da un provvedimento di respingimento e devono lasciare il territorio nazionale entro 7 giorni; altri 10 invece sono sono stati accompagnati nel centro di permanenza per i rimpatri di Ponte Galeria (Roma).

 

Sbarchi nella notte a Lampedusa Ansa

Sbarchi nella notte a Lampedusa

L’apertura da parte della Germania. L’attenzione della Francia 

La conta tra chi arriva e chi viene espulso dal territorio italiano in questi giorni ha riaperto il dibattito a livello europeo che ieri ha dovuto incassare anche il no da parte della Tunisia all’accoglienza di una delegazione di eurodeputati, concordata all’indomani della stipula del memorandum d’intesa. 

Visti i massicci arrivi a Lampedusa, il governo tedesco vuole continuare ad accogliere volontariamente migranti dall’Italia attraverso il meccanismo di solidarietà interrotto di recente. Lo scrive l’agenzia tedesca Dpa segnalando una dichiarazione fatta ieri sera in tv dalla ministra dell’Interno federale, Nancy Faeser: le procedure di accoglienza volontaria erano state sospese “perché l’Italia non ha mostrato alcuna volontà di riprendersi persone attraverso la procedura di Dublino”; ma, ha subito aggiunto, “ora, naturalmente, è chiaro che adempiamo anche al nostro obbligo di solidarietà”.

Movimenti anche da oltralpe: il ministro dell’Interno francese, Gérald Darmanin, ha convocato una nuova riunione straordinaria stamattina sulla crisi migratoria. Una prima riunione si è svolta ieri pomeriggio “sulla questione migratoria italiana in seguito a quanto avvenuto a Lampedusa”. Vi hanno preso parte fra gli altri i servizi interessati della polizia, della gendarmeria, dell’immigrazione e informazione interni, oltre ai prefetti delle regioni Bouches-du-Rhône, Hautes-Alpeset Alpes-Maritimes.

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