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Woody Allen a Roma: "Avrei voluto essere un regista europeo"

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 17 Settembre, 2023, 12:38:38 di Maurizio Barra

Oltre 160 sale su tutto il territorio nazionale hanno ospitato l’anteprima del film, la maggior parte delle quali ha potuto trasmettere in diretta l’incontro di Woody Allen con il pubblico del Quattro Fontane. 

Woody Allen a Roma Lucky Red

Woody Allen a Roma

Coup de Chance parla dell’importante ruolo che il caso e la fortuna giocano nelle nostre vite. Fanny e Jean sembrano la coppia di sposi ideale: sono entrambi realizzati professionalmente, vivono in un meraviglioso appartamento in un quartiere esclusivo di Parigi, e sembrano innamorati come la prima volta che si sono incontrati. Ma quando Fanny s’imbatte accidentalmente in Alain, un ex compagno di liceo, perde la testa. Presto si rivedono e diventano sempre più intimi.

Woody Allen a Roma Lucky Red

Woody Allen a Roma

“Mi sarebbe piaciuto molto essere un  regista europeo, magari svedese o italiano. Sono riuscito ad avere  finalmente l’opportunità di realizzare il mio primo film in lingua  straniera. È il cinquantesimo ma ce l’ho fatta” ha detto Woody Allen presentando l’anteprima  italiana del suo film girato per la  prima volta in francese, dopo la presentazione in anteprima mondiale  alla Mostra di Venezia. 

Woody Allen a Roma Lucky Red

Woody Allen a Roma

“Alla fine della guerra – ha raccontato il regista – abbiamo avuto  negli Stati Uniti una grande diffusione dei film europei. Quindi io,  che ero più o meno adolescente, ho avuto modo di conoscere e  apprezzare tantissimo non soltanto il cinema francese ma anche il  cinema italiano. Noi tutti lo abbiamo amato e apprezzato. Io,  personalmente, ho amato molto anche il cinema svedese e giapponese.  Riuscivamo a vedere i film di Kurosawa. Sono stati tutti film e  registi che hanno esercitato una grandissima influenza su di me e su  di noi”.

Vittorio Storaro Lucky Red

Vittorio Storaro

“Non è che io volessi essere particolarmente un artista francese ma mi sarebbe piaciuto molto essere un regista europeo, magari appunto svedese o italiano. Sono riuscito ad avere finalmente l’opportunità di realizzare il mio primo film in lingua straniera. È il cinquantesimo ma ce l’ho fatta”.

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